Il lupo è arrivato anche ad Anzino dove ha sbranato due pecore

bannio anzino -

Oramai potremmo quasi definire la bassa Ossola “terra di lupi”. Dopo gli avvistamenti a Ornavasso e lungo l’asse del fiume Toce. La segnalazione degli scorsi mesi di una presenza quasi certa nella zona dell’alpe Pian Lago e la presenza certa sui contrafforti dell’alta Val Bianca di qualche anno fa, il lupo è tornato in Valle Anzasca.
Gli esperti ne sono praticamente certi.
Questo l’episodio: ad Anzino, in un terreno privato, poco lontano dalle cappelle della famosa Via Crucis, lungo la strada che porta in località Mulino di Baolina pascolavano da molto tempo due pecore e un’asinella sarda. Erano un’attrazione, vivevano libere con accesso diretto al rio Olocchia. Il loro proprietario, Angelo Titoli portava loro il foraggio e le teneva controllate con regolare assiduità. Ma nei scorsi giorni, l’asina c’era e le pecore non si vedevano. Così si è messo a cercarle trovandole sbranate.
Allertate le competenti autorità e dopo i primi accertamenti, sembrerebbe confermata l’azione di un lupo.
Il lupo è tornato in Ossola dopo poco più di un secolo da quando Giovanni Borghini, (divenuto “ul Giuanin dul luv”) uccise l’ultimo lupo sulle nostre montagne. Storia che all’epoca fece molto scalpore, al punto di essere pubblicata sulla prima pagina de “La Domenica del Corriere”.
Protagonista del fatto fu il pievese Giovanni Borghini e l’insolito episodio avvenne all’alpe Mazzuccherro (“Mazucher”) sopra Pieve Vergonte il 14 gennaio 1927 alle ore 9. Il lupo fu portato al piano in una civera e venne imbalsamato.

Walter Bettoni
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