Bognanco, assemblea tesa per discutere del probabile arrivo dei migranti

BOGNANCO -

A Bognanco clima tesissimo per la questione migranti. Nel mezzo di una bufera politica per il rischio sfiducia, il sindaco Remigio Mancini ha organizzato un'assemblea al centro polifunzionale di San Lorenzo, per discutere con la popolazione sul tema accoglienza. In rappresentanza dell'Amministrazione, solo il primo cittadino e l'assessore Silvio Clerici, mentre non ha presenziato alcun delegato della Prefettura. Il tema in valle è bollente e lo testimonia l'enorme affluenza, almeno 120 persone.

Mancini ha aperto il confronto affermando che l'obiettivo della giornata è raccogliere l'opinione dei bognanchesi, da riferire al Prefetto. Non appena Clerici ha iniziato a leggere le carte inviate dalla Prefettura, nel mese di luglio, che invitavano il Comune a trovare un accordo e sistemare secondo la convenzione alcuni richiedenti protezione internazionale, e che in caso contrario avrebbe agito con le cooperative a sequestrare alcune strutture, la folla è insorta al grido di "mafiosi". Nel giro di pochissimo, gli animi si sono surriscaldati e due cittadini nel pubblico sono venuti alle mani, inducendo il sindaco a dichiarare sospesa l'assemblea e chiamare le forze dell'ordine. Una volta separati fisicamente i due cittadini, è intervenuto al microfono Renato Croppi, membro della minoranza, invitando ad abbassare i toni della discussione e riprendere il dialogo.

Hanno partecipato al confronto numerosi cittadini, che con raccolte di firme, preoccupazioni e testimonianze hanno espresso la loro volontà di non accogliere i migranti. "Se si trattasse di ospitare una famiglia in difficoltà sarebbe un atto lodevole" afferma Stefano Cittadino, per conto dell'Associazione Albergatori della Val Bognanco. "Ma migrazioni di questo tipo non possono essere fronteggiate". Molti cittadini temono l'invasione: "Sei o sette sarebbero solo l'inizio, in poco tempo diventerebbero trenta o quaranta" accusa un anziano signore.

Anche l'ex Sindaco di Bognanco Mauro Valentini ha fatto una proposta a riguardo: assegnare gli appartamenti comunali alle varie associazioni bognanchesi. "In valle stiamo raggiungendo una crescita importante, tanto che grazie al turismo sono arrivati diversi investitori" ha affermato. "Non possiamo gettare all'aria tutto questo. È giusto ripartire da Bognanco". 

Nei confronti di Mancini, fuoco incrociato anche da parte dei cittadini e della minoranza, che in particolare ha accusato l'amministrazione di utilizzare il metodo del ricatto. In caso di sfiducia della giunta, infatti, l'ufficio del sindaco sarebbe assegnato a un commissario prefettizio, prospettiva non rosea per la grande fascia di popolazione contro l'arrivo dei migranti in paese. "Il sindaco afferma di non aver fatto accordi con il CISS, ma noi abbiamo informazioni diverse" attacca Renato Croppi. "L'amministrazione doveva dare la propria risposta definitiva alla fine di luglio. Le cose sono fatte". Un altro membro della minoranza rincara la dose, invitando il sindaco a sbrogliare da solo la matassa, dopo "tante porte chiuse in faccia". Tra questione migranti e politica comunale, Bognanco rimane al centro delle polemiche.

Federico Raso
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