Che tu possa essere sempre presente

DOMODOSSOLA -

Prima ancora del suo ingresso nel mondo della politica locale, a Domodossola, il nome di Pasquale Vicinotti era conosciuto, rispettato e temuto. Vicinotti insegnava Filosofia e Storia
al liceo classico del Collegio Mellerio Rosmini della nostra città. Erano ancora gli anni Settanta. La sua barba da anacoreta, fluente, la sua barba nera, forte, ispida come quella di un profeta, sembrava sfidare quell’Era agnostica, marxista leninista. Pasquale Vicinotti non era uomo di alta statura, era piuttosto minuto e asciutto, sempre in giacca e cravatta, tanto da apparire un uomo del secolo precedente, l’Ottocento. Dio, Patria e Famiglia. Esattamente questo. Non era di alta statura, non ne aveva bisogno. Pasquale svettava ben altrimenti; raggiungeva vette che oltrepassavano i Novemila, e senza ossigeno, senza arrancare carponi strisciando le pareti delle montagne. Pasquale era nato alto, altissimo. La sua altitudine era primamente morale, etica, cristiana, intellettuale. Prima di conoscerlo, per la fama che lo accompagnava, gli avrei dato torto, lo avrei condannato con il mio pensiero di audace rivoluzionario socialista, giovane e irriverente. Avendolo conosciuto, poco dopo, come consigliere comunale, avendolo avuto quale Sindaco, avendoci disquisito e conversato, nel prosieguo degli anni, lungo gli Ottanta e oltre, ho apprezzato moltissimo le sue qualità umane che, in breve, con termini ormai desueti, rivelavano una complessa e articolata, e ad un tempo naturale, disposizione al servizio, alla missione, al rispetto dell’Uomo e del Creato. Pasquale era un Cattolico, un modernista, nel senso rosminiano del termine, quindi un autentico rivoluzionario, un autentico intellettuale “impegnato”. Il mio impegno mi veniva da Sartre, era un impegno ideologico. Il suo gli era stato donato dalla Fede; una fede di ricerca, impegnata, incarnata nella missione dell’insegnamento e della carità, che nella Politica aveva identificato il completamento della sua vocazione, del servizio disinteressato, della missione sociale di un autentico Cristiano. Questo era l’amico, l’illustre Pasquale Vicinotti. Lo si può riscoprire nella sua casa, nei suoi libri, e, ancor più, nella sua famiglia, nei suoi ottimi figlioli, nel ricordo caro e riconoscente dei suoi studenti. Anche io oggi lo ricordo e gli rendo onore. Ricordo un caro amico “democristiano”; quei democristiani che, a distanza di molti anni,
possiamo ricordare per aver fatto dell’Italia un grande paese, di Domodossola una grande città. La vita è un magistero, comunque la si voglia vedere. Ognuno mostra, ognuno insegna. Il tuo magistero, carissimo amico, è stato quello di un grande ed illuminato maestro, un grande Magister di civiltà e di fede. Che tu possa essere sempre presente, che tu possa camminare nella luce, che tu possa non dimenticarci, come so che farai, ottimo e grande, mite, saggio, onesto, buono e grandissimo Pasquale.

ROCCO CENTO
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