La cattiveria. Nuovo appuntamento con Coccodrilli

DOMODOSSOLA -

C’è una cattiveria profonda che aleggia su ognuno di noi. È la cattiveria dell’affermazione individuale, dell’egoismo individuale, o del clan, della famiglia, della razza, del censo. Accade anche nella Chiesa di Roma. La cattiveria è talmente generalizzata tra gli esseri umani da diventare un dato caratteristico, come l’essere all’allattati da mammelle, essendo mammiferi. Non sono sufficienti i santi del mondo, i grandi saggi, questo amorevole e misericordioso Papa Francesco, un benedetto, un caritatevole, un compassionevole santo vivente. Neppure lui piace a tutti. Non piace alla Chiesa “rigorosa”, quella dell’ortodossia, quella tridentina. Non piace alla Chiesa dei benestanti, dei padroni, non piace alla Chiesa di destra.

È questa Chiesa una chiesa reazionaria, opposta al grande pensiero Cristiano, opposta al Cristo. È questa una Chiesa dell’oppressione, della diversità, dell’odio, della guerra. Questa Chiesa piega Dio, piega il Cristo ai propri interessi.

Il nostra santo e grande Papa Francesco ha molti nemici, dentro e fuori la Chiesa. Potrebbe essere messo all’Indice, processato quale eretico, scomunicato.

Non piace ai ricchi, non piace ai potenti.

Hanno ragione. Il suo pastorale non caccerà la cattiveria dall’Uomo. Egli non salverà l’Uomo. Non lo salverà, anche se dovrebbe bastare un solo santo per la salvezza dell’Umanità. E Francesco è un santo. Non salverà nessuno, non potrà lenire le sofferenze, il dolore di milioni di oppressi, di milioni di vittime, di milioni di schiavi. La vita è un dono meraviglioso. Ma deve esserlo per pochi eletti. E perché vi sia gioia, vi deve essere dolore. Appunto. Ma il dolore è immenso, immensamente diffuso. La gioia e il benessere sono rari, per questo massimamente apprezzabili.

Per questo una ragazzina ubriaca che fa pipi vicino al municipio merita una sanzione spropositata. 5000 euro. Non un richiamo, un rimbrotto, una tirata d’orecchie, e una sanzione adeguata. E bene fa il sindaco a difendere questa ideologia della gogna e della condanna dura, feroce.

Come per le condanne a morte, per le pene più dure: sono sempre i reietti a pagare. Chi ha i migliori avvocati paga solo gli avvocati. Pena nulla, per qualche sorta di ragione.

Una donnina malata di cancro, stadio terminale, sfrattata, estromessa da casa per morosità. Lei si taglia le vene. Una furba? Una filona? Un altro si dà fuoco sul marciapiede prospiciente ad una Equitalia qualunque, ad una Agenzia delle Entrate.

Il commercialista che hai pagato per decenni, in tutta regolarità, con cifre di fantasia inventate da lui e dai suoi sodali, che in Parlamento, essendo una loggia potente, inventano norme o tagliole per farti schiattare, adesso che hai chiuso la tua attività, non smette di perseguitarti per riscuotere le sue parcelle di fantasia.
Hai chiuso dopo anni e anni di onorato lavoro. Chiudi perché la pressione fiscale ti fa morire di asfissia. Chiudi perché c’è la crisi, voluta da loro, anche da loro.
Ebbene, caro commercialista, se c’è crisi per me, per le ragioni che sappiamo, c’è anche per te, che ne sei uno degli artefici. Troppo bello, altrimenti: mi fai chiudere dopo avermi succhiato il sangue e vuoi continuare a succhiarmelo anche da morto? Vieni a pignorarmi i mobili, fai te, prendi ciò che rimane, persino una libbra di carne di coscia, come nel Mercante di Venezia. Ma non dirti Cristiano!
Fatturi alla Pubblica Amministrazione i tuoi lavori. Questa ti paga quando gli fa comodo, dopo decine e decine di mesi.

Ma tu, per aver emesso quelle fatture, devi pagare l’IVA, e tutto il resto.
Non hai i soldi, pur vantandone molti che ti metterebbero nelle condizioni di continuare la tua attività, e li avanzi da Enti statali, non hai soldi per pagare le tasse e le infinite more ed interessi che neppure uno strozzino si sentirebbe di chiedere. Fallisci! Nessuna pietà!

Ti vendono azioni di banca a 40 e più euro cadauna. Quando capisci, non puoi richiederli indietro. Sono invendibili. Te lo dice chi ha emesso quei “titoli” e poi te li ha venduti. Paghi solo tu. Chi ti ha truffato non paga. Cane non mangia cane. E sì, e tu sei meno di un cane.

Forza, accanitevi, forza Sindaco di Domodossola, fai strage, uccidi i primogeniti, diffondi le Piaghe all’Egitto.

Tutte le volte che vedo una Piramide avverto l’acuto dolore di chi l’ha costruita, quegli invisibili, quegli sconosciuti.
 

Preferirei non vedere alcuna Piramide, alcun Colosseo, alcuna Torre o Grattacielo. La celebrazione della ricchezza, della potenza, della fortuna, insieme a tutte le Opere che le ricordano, le donerei a Satana chiedendone in cambio Pace, Tolleranza, Giusto Mezzo, Misericordia, Carità, Pietà.

Satana non accetterebbe. Sono opere innalzate a lui.

Ma Dio, il Caritatevole, il Buono, l’Innominabile, il Trino, l’Unigenito, il Padre, Dio li concederebbe: li concede ogni giorno, in ogni istante, in ogni fremito, è l’Uomo che non li vuole.

Buon Anno a tutti, anche al Sindaco di Domodossola.

 

Rocco Cento

ROCCO CENTO
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