Tutti contro tutti

DOMODOSSOLA -

Fin dal primo intervento del sindaco di Domodossola sulla questione del rientro entro le ore 20 dei profughi ospitati nelle strutture di competenza del CISS, appariva chiaro a tutti che una eventuale critica a questa decisione, che pure richiedeva un intervento del prefetto, avrebbe scatenato delle fratture tra la cittadinanza, anche viscerali, anche violente, sia politiche, sia ideologiche.

Sarebbe bastato che il sindaco Pizzi, alle prime critiche, avesse precisato che la sua posizione non era né razzista, né fascista, ma che si trattava di una semplice necessità di prevenzione e di organizzazione, col concorso degli organismi sociali deputati, del soggiorno dei profughi nella nostra comunità, magari aggiungendo che lui non è riconducibile e non si riconosce in queste posizioni di estrema destra.

Non c’è dubbio che la presenza sempre più crescente degli immigrati nel nostro Paese crea e creerà dei problemi importanti, difficili, laceranti.

Pizzi non ha voluto o forse non ha pensato a queste precisioni. Peccato. Forse, non volendo tentare una soluzione che ripianasse le contrapposizioni e le critiche conseguenti, non ha voluto perdere un consenso che pure si riconduce a simili “sentimenti”. È una sua legittima scelta. Ora vorrebbe estendere la sua proposta a tutti i sindaci d’Italia. Bene. In suo senso politico lo porta a cavalcare l’onda della popolarità e decide di alzare il tiro, proponendo le sue tesi all’Italia intera.
Fin da subito, cercando nella memoria casi precedenti; anche senza ricercarli, per la verità, perché erano ben fissati nel mio cervello, dunque immediatamente disponibili; ho pensato a Gianluca Buonanno, sindaco di Serravalle Sesia, poi deputato, poi europarlamentare. Buonanno era simpatico e non perdeva nessuna occasione pur di comparire, con le sue trovate, talmente appetibili, che non si capiva se i media ci credessero o lo utilizzassero solo come una macchietta. Purtroppo, Buonanno è morto tragicamente in un incidente stradale. Mi dispiace molto, e lo dico con tutto il rispetto che merita la fine improvvisa e tragica di ogni vita umana. Pizzi mi sembra voglia seguire quell’esempio e le “tecniche” che lo accampanano. Personalmente gli faccio i miei auguri, non ho motivi per contrappormi a livello personale alla sua carriera politica.

Altrettanto dispiaciuto sono per ciò che è accaduto alle nostre due concittadine presso la stazione di Domodossola e in via Castellazzo. A loro va la mia solidarietà, il mio rammarico, come a tutte le vittime di questa società cruda e violenta. Chi non vorrebbe una città sicura e tranquilla? Secondo alcuni sarebbero i militanti di sinistra a non volerlo, per ragioni di interesse politico ed economico, insieme a certa Chiesa, quella di papa Francesco. Purtroppo il fenomeno dell’immigrazione dura da almeno trent’anni. Purtroppo, i vari governi che si sono succeduti nella guida del Paese, di vario colore, non esclusa la Lega Nord, che aveva ben un ministro dell’interno, Maroni, non hanno saputo trovare una soluzione sostenibile per il Paese e per i suoi cittadini. Gli Italiani che si lamentano per la disparità di trattamento a loro riservato, diversamente, a loro dire, di quello che viene destinato a questi immigrati, hanno ragione. Hanno ragione a lamentare il degrado che ne consegue, ne aveva parlato Oriana Fallaci, diversi anni fa, dividendo fazioni ideologiche e posizioni politiche. Fossero solo questi i mali del Paese sarebbero sopportabili, difficili ma sopportabili. Invece, i nostri giovani non hanno un impiego, una loro dignità economica. Invece i nostri anziani andranno in pensione sempre più in là negli anni. Invece ci sono pensioni da fame, da una parte, dall’altra, pensioni faraoniche. Invece una deputata del PD invitava di recente questi pensionati che non arrivano a fine mese ad impegnare i loro appartamenti, cedendo la “nuda proprietà”, per mantenerne il solo usufrutto. Una donna del PD! Invece, la nostra economia è soffocata da un debito per il quale stiamo pagando interessi altissimi e insostenibili, che impediscono al Paese di risollevarsi ed affrontare il futuro con spirito e progetti adeguati. Invece, nel Mediterraneo non contiamo nulla, e siamo nei fatti un ponte inarrestabile verso l’Europa. Invece, si diano pure alla disperazione i vari sindaci alla Buonanno, di profughi, clandestini, immigrati saremo invasi, perché non abbiamo alcuna politica intelligente in tal senso. Eppure, questa “piaga” potrebbe trasformarsi in una risorsa formidabile per il nostro Sud, in primo luogo, e per il Paese in generale. Nulla. Nessuna volontà di affrontare seriamente e con rigore le piaghe del Paese. Nessuna volontà, data la gravità dei fenomeni che dobbiamo affrontare, di pensare ad una Unità nazionale, rinchiudendo i parlamentari entro le loro Camere fino a quando non avranno trovato risposte. Risposte. No, niente legge elettorale. Nessuna legge seria sulla legittima difesa. Nessuna garanzia sul controllo del territorio. Nessuna risposta al diritto di cittadinanza, pro o contro lo ius soli. Niente. Niente di concreto sullo sgravio fiscale alle famiglie e alle imprese. Nessuna volontà di semplificare le procedure dello Stato. Uno stagno putrido è l’Italia attuale. Io non ne sono contento. Un politico, in democrazia più che in ogni altro ordinamento politico, dovrebbe mirare allo Stato non ai meri consensi elettorali. Stringere le fila, declamare i sacrifici e l’unione e la volontà imprescindibile, categorica di risolverli. Risolverli! Invece ci sarà la manifestazione organizzata dai giovani, finalmente. Anche solo per questo, oltre i contenuti, bisognerebbe gioire. Quando i giovani protestavano l’Italia era prospera. Ora i giovani sono talmente lontani dalla vita sociale che il solo indice di un sussulto, di una protesta, dovrebbe renderci felici. Vederli prendere l’iniziativa, promuovere una protesta, vederli indignati, incazzati, è una fortuna, è un immenso tesoro.

No, tutti, contro tutti.

Tutti contro tutti, bravi continuiamo così!

 

 

 

ROCCO CENTO
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