Un pollaio di conigli

DOMODOSSOLA -

Il ricorso al pollaio, è un’iperbole abusata per dire della confusione, della tempesta, degli schiamazzi, della sporcizia e del disordine di un “agglomerato” di volatili. Dai volatili, dai polli all’uomo il passo è breve.

Nei pollai si annoverano anche i conigli, che volatili non sono.

I conigli sono ordinati, discretamente puliti, fanno la cacca di caramelle, e tanta pipi giallognola o verdastra che assomiglierebbe alla cedrata, con un po’ di buona volontà. I conigli sono silenziosi, non così gli altri abitanti del pollaio.

Ci sono pollai e pollai, va da sé.

A Domodossola i pollai sono banditi, diversamente da un tempo. Nel dopoguerra molte famiglie avevano pollai. Servivano ad arrotondare lo stipendio del capofamiglia. A volte erano anche stalle, con bovini e qualche suino. C’erano anche i giardini, gli orti, che oggi non ci sono più. Oggi tutto viene dal supermercato globale. Polli, conigli, anatre e tacchini, insieme alle verdure, alla frutta. Arrivano dai luoghi più remoti, sono animali o vegetali modificati. Tutti nuovi, tutti belli.

Leggendo le ultime “news” sulla politica locale, confesso che il pollaio mi è uscito dal cilindro da solo.  È saltato su, senza che io dovessi sortirlo, aiutarlo. Ha fatto tutto lui. Ora, era prevedibile, la fattoria degli animali si divide. Da una parte il PD, dall’altra il M5S. L’uno, “Pennuti democratici”, accusa. L’altro, “Movimento cinque specie” ribatte. I pennuti democratici sono una fazione omogenea, diversamente dai 5 specie che ovviamente si compone di uccelli, mammiferi, rettili, pesci e grilli.  Le accuse dei pennuti: siete al servizio dei maiali, tradite la fattoria, vi schierate con la maggioranza, vergogna.

La replica dei 5 specie: vogliamo “misurarci” sul pollaio, non sui proclami.

I maiali son maiali, si sa, mangiano tutto loro. Inoltre, seppure è indubbio che a volte il pollaio ha nelle adiacenze un porcile, un porciletto, come una appendice, una dipendenza, è altrettanto vero che i pennuti preferiscono star per conto loro. Ciò contrasta con lo spirito ecumenico dei 5 specie, per loro stessa definizione. Dopotutto i maiali sono mammiferi onnivori, che per quanto strani e impuri, appartengono a pieno titolo alla pluralità ammessa dai 5 specie.

Nei maiali sono annoverati maialoni di alto rango, a partire da Berlusconi, tanto per fare un nome. E nei 5 specie c’è almeno un grillo, Beppe, altissimo quanto a lignaggio.

I pennuti invece hanno un bel dire nel definirsi democratici. Renzi, il grande tacchino, è un imperatore, un napoleone peggio dei maiali. È stato nutrito talmente bene da supera le oche da ingrasso, quelle da “gavage”, quelle francesi. Non è più neppur un pennuto, è un tacchino, un pennuto americano da ringraziamento.

Eppure, tutti questi animali, che vorrebbero il bene della fattoria, dai pennuti ai grilli, non fanno che litigare.

Litigano, litigano sottovoce, sommessi, senza tosse.

Litigano, ma non schiamazzano.

Litigare, litigano, ma è un litigar mesto, una giaculatoria, un canto di chiesa.

Dal pollaio, dalla fattoria son scappati tutti, tranne loro, che infine non paiono maiali, non paiono pennuti, né altra tassonomia se non quella, pur gloriosa, dei conigli.

 

 

 

ROCCO CENTO
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