Viva Arte viva

VIVA ARTE VIVA. Questo è il titolo che la curatrice CHRISTINE MACEL ha voluto dare alla manifestazione conferendole un incoraggiante tono di giubilo, come dichiara lei stessa: “Viva Arte Viva è un'esclamazione, un'espressione della passione per l'arte e per la figura dell'artista.  Viva Arte Viva è una Biennale con gli artisti, degli artisti e per gli artisti.” La mostra si estende non solo nei padiglioni storici che le diverse nazioni possiedono all'interno dei Giardini, ma anche negli immensi e stupendi spazi dell'Arsenale, che si estendono dalle Corderie fino alle Tese delle Vergini. Mi piace ricordare che questi spazi, recuperati inizialmente da Paolo Portighesi che apri le Corderie per la sua Biennale di Architettura nel 1988, sono ormai diventati parte integrante della esposizione da parecchi anni. Gli altri straordinari edifici furono poi restaurati fra il 1999 e il 2001, quando il grande Harald Szeeman, purtroppo scomparso qualche anno fa, diresse due edizioni  della Biennale Arte. Torniamo alla mostra di Christine Macel, nata nel 1969, Curatore Capo del Musée National d'Art Moderne – Centre Pompidou di Parigi e responsabile del Dipartimento della 'Création contemporaine et prospective' che ha fondato e sviluppato. Provenienti da 51 paesi, 120 sono gli artisti partecipanti alla Biennale, e di questi 103 sono presenti per la prima volta. La curatrice ha raggruppato gli artisti in nove sezioni che facilitano la comprensione nella visita alla mostra: il padiglione degli artisti e dei libri, quello delle gioie e delle paure, dello spazio comune, della terra, delle tradizioni, degli sciamani, il padiglione dionisiaco, quello dei colori e infine il padiglione del tempo e dell'infinito. Numerosa è la partecipazione di artiste donne, fra le quali la sarda Maria Lai (Ulassai, 1919-Cardedu, 2013) con le sue opere ed i suoi libri di tessuto dipinti e cuciti. Potete seguire il suo lavoro anche su YouTube, dove sono disponibili molti bellissimi video. Sono in mostra nelle Corderie anche i libri di stoffa di Michelle Stuart (New York 1933),i tappeti della spagnola Teresa Lanceta (1951),artiste di diverse provenienze e di diversa età. La cubana Zilia Sanchez (1926) usa la tela bianca tesa sulla cornice e rialzata in alcuni punti con un effetto di tridimensionalità che ricorda alcuni artisti italiani degli anni '60. Dal Portogallo proviene la giovane Leonor Antunes (1972),autrice della serie di tende e del pavimento nel mezzo delle Corderie. Ottone, legno e gomma nera sono i materiali usati. Chiude il percorso alle Corderie l'imponente lavoro di Sheila Hicks (1934),un ammasso di cuscini colorati di dimensioni e colori diversi. Sopheap Pich, nato in Cambogia nel 1971, lavora in maniera sublime la canna di bambu producendo degli effetti eccezionali. Molto interessante la scultura di pietra e rattan esposta alle Corderie, dove la paglia è intrecciata e arrotolata a guisa di serpente. Michele Ciacciofera, un altro sardo (1969),occupa il suo spazio con 9 tavoli dove espone acquarelli, tappeti e favi di api con una colata d'oro o evocante una seppia, come una specie di reperti naturalistici.  La Grande Biennale non si limita a questo. Ci sono altri artisti e altri paesi, compresa l'Italia, che occupano altri spazi dell'Arsenale, ci sono installazioni a Marghera e nelle sale di alcuni palazzi a Venezia. C'è tanto da vedere e il visitatore potrà avere un elenco di tutti gli eventi, con relativa piantina

Su google potrete non soltanto esplorare la Biennale, ma approfondire le notizie riguardanti i singoli artisti citati.

Inoltre potrete visitare palazzi e luoghi dove espongono altri artisti di altri paesi.

Pia Quarzo Cerrina
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