Falsi miti e scomode realtà

DOMODOSSOLA -

Naturale evoluzione dei precedenti articoli, qui di fianco pubblicati, nei quali dopo aver cercato (spero con successo) di fare chiarezza sulla nuova proposta di legge sulla legittima difesa, e dopo aver dato alcuni consigli (limitati allo spazio a disposizione ma soprattutto mancanza di tempo che sarebbe stato necessario per poter approfondire ancor meglio il discorso della difesa abitativa e commerciale, mi sembra assolutamente sia il caso di spiegarvi quanto le affermazioni che ogni giorno sentiamo nei talk show televisivi e radiofonici o leggiamo sui giornali circa la facile equazione liberalizzazione delle armi=far west =violenza=più crimine=più morti, sia assolutamente privo di fondamento.

Premettendo che anche io, da professionista, non auspicherei di certo la legalizzazione selvaggia delle armi da fuoco, dovendo, a mio parere, prima di concederle anche in sola detenzione, obbligare il cittadino che ne faccia richiesta, oltre a presentare le varie e complesse documentazioni che ad oggi sono indispensabili (visita medica,2 certificati, abilitazione al maneggio dell’arma, carichi penali, motivazioni per il rilascio della licenza di detenzione nonché del porto armi uso sportivo ecc) anche a frequentare Corsi professionali di addestramento al sicuro utilizzo dell’arma che comprovino la perizia e la sicurezza al maneggio del tiratore.

Affermo ciò non certo per portare acqua al mio mulino, come i mal pensanti potrebbero dire, ma perché fermamente convinto che il possesso di un arma debba per forza essere concesso a chiunque ne abbia il titolo, ma soprattutto a chi sia in grado di dimostrare di saperla usare con sicurezza.

In fin dei conti, per fare un esempio, un veicolo può essere molto più letale di un arma da fuoco, come i recenti nefasti avvenimenti hanno dimostrato (ricordate i 90 morti causati da un terrorista sulla costa azzurra, alla guida di un comunissimo camion?)eppure i camion non sono messi al bando, e mi risulta ci voglia comunque una patente per poterli guidare.

Infatti funzione dei Corsi tenuti dai professionisti del settore non è solo quella di insegnare ad utilizzare l’arma nel modo più sicuro ed efficace, e a ingaggiare con precisione e velocità il bersaglio ma anche (importantissimo) a capire quanta responsabilità in più si ha ad averne il possesso, e in quali situazioni realmente si debba usare senza rischi per le persone innocenti.

Detto ciò vorrei illustrarvi, cercando sempre di non tediarvi nella fredda esposizione di statistiche, quanto sia assolutamente falsa la comoda equazione armi = morti.

Partiamo ad esaminare, in base a dati CERTI E VERIFICABILI, quanto siano errate tali idee preconcette.

Sul sito Global Study on Homicide dello Undoc (United Nations Office on Drugs and Crime) sono riportati i tassi di omicidi volontari fino all’anno 2014 di tutto il mondo.

Da tali dati si evince chiaramente ciò che segue: negli U.S.A. ove ERRONEAMENTE si ritiene che le armi siano assolutamente di libera vendita come da noi le caramelle e le sigarette, gli omicidi volontari (attenzione non commessi solo con armi da fuoco ma anche con coltelli, bastoni, veleno, “forchette e stuzzicadenti”..) sono 3,9 per 100.000 abitanti.

Qualcuno mi saprebbe spiegare come mai in Russia (ex Unione Sovietica),paese notoriamente molto più “chiuso” al possesso e detenzione di armi il tasso di omicidi sia di ben 9,5??. Non è sorprendente notare quanto sia elevato il tasso d’omicidi  a fronte di una quota di possessori d’armi davvero bassa?

Potrei anche aggiungere che in Messico tale tasso è di 15,7 e in Brasile, udite udite, del 24,6 omicidi ogni 100.000 abitanti!!..ma attenzione ENTRAMBI I PAESI HANNO LEGGI TOTALMENTE RESTRITTIVE SUL MERCATO, DETENZIONE E ACQUISTO DELLE ARMI.

Mi chiedo, allora perché nelle pubblicazioni dei giornali e nei talk show di questi dati non se ne faccia menzione?

Veniamo alla cara Europa, qui la situazione migliora molto, nel nostro paese tale tasso è fermo (per fortuna) allo 0,8 , ma, chissà perché, in svizzera, stato notoriamente molto più liberale in materia di armi che l’Italia è dello 0,5 !!..(ricordo che nella confederazione elvetica ad ogni cittadino in età militare viene consegnato, da detenere in casa, un fucile automatico (si il classico mitra, per i profani) completo di caricatori e munizioni..e non mi sembra di leggere che i cittadini elvetici si abbattano allegramente a colpi di Sig 550 calibro 5,56 NATO..A questo punto qualcuno vorrà obiettare, “ma guardiamo in Gran Bretagna, paese illuminato ove le armi sono bandite a tutta la popolazione “ (sono permesse a pochissimi eletti ma con il vincolo del calibro, massimo cal. 22, da plinking/tiro al barattolo, e solo detenute a nome del possessore, nei poligono e non a casa!),sicuramente in tale paese il tasso di omidici sarà vicino allo 0…

Invece qualcuno sa spiegarmi perché in tale “illuminato” paese il tasso di omicidi è dichiarato a 1,0 ogni 100.000 abitanti?...lo 0,2 in più che nel nostro pese.

Infatti vent’anni fa, tale illuminato paese adottò una legislazione restrittiva sulle armi. Centinaia di migliaia d’armi furono confiscate a tutti coloro che non le consegnavano spontaneamente alle autorità. Risultato? ..presto detto.. «dal 2000 i crimini aumentarono al punto che l’Inghilterra e il Galles ebbero il tasso di crimini violenti più alto d’Europa, persino superiore agli Stati Uniti».

Altro esempio? Vogliamo parlare della locomotiva dell’Europa, la Germania, in tale nazione, il tasso è superiore che da noi attestandosi allo 0,9, in Francia, meno permissiva in materia di armi dell’Italia, siamo sul 1,2, non basta?Ancora un dato, in Finlandia, paese notoriamente meno permissivo, il tasso è dell’1,6.

Ed inoltre,l’Ungheria ha un tasso d’omicidi di 2,22 nonostante i pochissimi possessori d’armi, ma la Finlandia, che ha un numero di possessori d’armi quasi nove volte superiore all’Ungheria, presenta un tasso d’omicidi più basso.

A questo punto credo che ogni lettore con un po’ di buon senso si sia fatto qualche domanda, ma se ciò non bastasse, permettetemi di tornare negli U.S.A., patria, per i detrattori delle armi, in cui la gente (a dir loro) si ammazzerebbe allegramente per strada e paese ove entrare per errore nel giardino non recintato di un cittadino, significherebbe (a detta dei benpensanti) una sicura condanna a morte.

Come tutti sapranno gli Stati Uniti hanno DIVERSE legislazioni nei 50 stati che li compongono, alcuni totalmente liberi alcuni totalmente chiusi all’acquisto detenzione e porto dell’arma.

Facciamo qualche esempio, in Texas e in Arizona è permesso non solo l’acquisto ma anche il porto dell’arma purché visibile e senza colpo in canna, ebbene, in tale stato il numero di omicidi è decisamente inferiore al numero di omicidi commesso nello stato di New York, da sempre particolarmente “chiuso” alla vendita e detenzione delle armi.

Nello Stato della Virginia, dove mi onoro di conoscere e di collaborare con alcuni miei colleghi Istruttori S.W.A.T. (Special Weapons And Tactics) il numero di omicidi è sensibilmente inferiore pur essendo permesso il porto dell’arma, ovviamente ai cittadini a posto con la legge che dimostrino di essere in grado di utilizzarla con sicurezza.

Insomma, una cosa si è imparata negli anni con le esperienze fatte nei vari stati Europei e Americani, qualsiasi nazione abbia cercato di vietare l’uso delle armi agli onesti cittadini ha sempre fallito.

Infatti reazione classica dei paesi con il maggior numero di omicidi e di violenza è sempre stata quella di limitare la circolazione delle armi legali di fatto ottenendo un pericoloso effetto contrario .

Sarà forse che i cittadini onesti e ligi alle leggi non utilizzano le armi per commettere alcun omicidio?..non sarà forse che i criminali, essendo ben consci di vivere in un “paese dei balocchi” ove ogni crimine è permesso mancando di fatto la possibilità di difendersi con le armi, si sentano più tranquilli di commettere crimini impuniti senza nulla rischiare?

Facciamoci queste domande quando sentiamo false trasmissioni televisive farcite di personaggi benpensanti a favore dei criminali che nulla sanno ne delle armi ne di chi ne fa uso professionale, bollando come futuri assassini assetati di sangue innocente (ho sentito anche questo) i cittadini onesti !

Don Kates, famoso avvocato e giurista Statunitense e Gary Mauser, stimatissimo criminalista Canadese nei loro studi sulla relazione tra il possesso d’armi da fuoco e il tasso d’omicidi affermano, senza tema di smentita, che il tasso d’omicidi sembra essere più elevato proprio in quei Paesi in cui le armi sono bandite o comunque il possesso ha fortissime restrizioni.

Le cause della violenza sono ben più profonde e non dipende da una sterile legge sulla messa al bando delle armi da fuoco.

Fattori sociali ed economici condizionano l’individuo atto a delinquere, e lo portano ad avere comportamenti pericolosi e violenti tanto più se conscio di avere davanti vittime sacrificali messe in condizioni di non potersi difendere.

Ricordiamoci che non è necessario avere alcun porto d’armi per procurarsi ed utilizzare un arma illegale.

Al momento in cui scrivo la ricerca non ha trovato alcun fattore determinante per l’incremento o la diminuzione dei crimini violenti ( riduttivo parlare solo d’omicidi),dimostrando che la diffusione d’armi da fuoco non è tra questi.

Mi domando, i veicoli, automobili e camion, gli aerei, sono spesso utilizzati per commettere stragi, eppure nessuno parla di vietarne il possesso e l’utilizzo, I benpensanti potrebbero obbiettare che tali beni non sono stati creati per fare del male alle persone, ma riflettendo bene, le armi sono si strumenti atti ad offendere, ma che se utilizzati nel modo corretto, possono salvare delle vite e non spegnerle.

Qualcuno di voi condannerebbe a priori il padre di famiglia che utilizza un arma per salvare i propri figli o la propria moglie da un crimine violento? Qualcuno vorrebbe arrestare una ragazza che con un arma difende giustamente la propria vita in caso di tentativo di violenza o stupro?

Facciamo una riflessione, se all’interno del Bataclan di Parigi, il tristemente famoso teatro dove 2 terroristi nel novembre 2015 uccisero senza pietà 93 ragazzi, ci fossero stati, tra il pubblico dei cittadini armati, in grado di usare con efficacia un arma, QUANTE VITE SI SAREBBERO POTUTE SALVARE?

Personalmente fossi stato presente, anche a costo di perdere la vita, avrei immediatamente reagito, certo di poter salvare più vite possibili, infatti non sempre essere in possesso di un arma significa essere criminali e assassini.

Volete una controprova? Nel maggio del 2015, quattro mesi dopo l’attacco al giornale satirico Charlie Hedbo a Parigi, e precisamente al Culwell Event Center di Galand, alla periferia di Dallas, Stati Uniti,(ove è permesso portare armi ai cittadini),si stava svolgendo una mostra sulle vignette dedicate a Maometto, ci fu un attentato, i due terroristi dell’isis armati di ak47 sono stati abbattuti in 20 secondi senza avere avuto il tempo di ferire o peggio uccidere gli innocenti cittadini presenti, tutto al contrario per l’appunto nella strage di Parigi di Charlie Hedbo, dove, compiuto l’assalto omicida, i 2 terroristi giravano per le strade di Parigi urlando “allah è grande”, senza incontrare alcuna resistenza, mi domando, se fossero stati per le strade del Texas, che sarebbe potuto loro succedere?..riflettete, riflettete.

Io non vorrei credere, non vorrei mai si possa arrivare a immaginare che i soliti benpensanti avrebbero preferito commemorare qualche decina di morti innocenti se i terroristi non fossero stati giustamente abbattuti.

Durante la stesura del presente articolo, purtroppo è avvenuto a Londra un altro attacco..l’ennesimo atto criminale terroristico, il bilancio è pesantissimo, 7 morti e 48 feriti di cui 21 gravissimi!

Riflettiamo ancora, dal momento dell’attacco, avvenuto con duplice modalità, utilizzo di un veicolo per travolgere i passanti sul London bridge, e, una volta fermato il mezzo, l’attacco è proseguito per le vie del centro a coltellate..i tre terroristi, come saprete, sono entrati nei ristoranti tagliando la gola e accoltellando il maggior numero di clienti innocenti che cercavano di mettersi in salvo.

Ora dell’attacco 22.07, intervento della polizia, 22.15…ben 8 minuti dopo, il tempo di fare una strage..mi chiedo ancora, se nella illuminata Inghilterra, ove persino alcuni poliziotti non girano armati e dove è vitatissima la circolazione delle armi ai civili, quanti morti e feriti in meno ci sarebbero stati se alcuni onesti cittadini presenti, se armati, fossero intervenuti?

Un indizio positivo, il caso del tassista che per fermare i criminali assassini ha cercato di investirli con la propria auto, una corretta risposta ad un attacco criminale, ed inoltre, alcuni presenti nei locali, si erano armati di bottiglie e coltelli dei ristoranti, per poter organizzare una difesa dai criminali intenti a sgozzarli come agnelli..

Cio’ significa una cosa sola, la misura è colma, i cittadini iniziano per fortuna a pensare di reagire a questi attacchi criminali, ma non possono farlo con efficacia perché i nostri governi non lo permettono, persino le pacata premier inglese ha dichiarato, ora basta, SIAMO STATI TROPPO PERMISSIVI..meditiamo ancora..

Possibile che a questo punto i nostri governi non capiscano qual’e’ la situazione?..spero di essere stato chiaro ed esaustivo al riguardo.

In conclusione, dobbiamo ricordarci una cosa molto importante, i criminali e i terroristi non sono i buoni, sono i cattivi, i buoni SIAMO NOI..tale e tanto radicata è in Italia la cultura del “volemose bene a tutti i costi anche se mi vuoi ammazzare” da aver dato i natali ad una associazione che fa del seguente motto la sua bandiera “nessuno tocchi caino” (e lo scrivo in minuscolo perché caino non merita alcun rispetto).

Ebbene, personalmente mi sento di affermare e voglio vivere in un Paese che affermasse con la stessa determinazione “mettiamo Abele in condizioni di potersi difendere da caino”..(e in questo caso Abele lo scrivo maiuscolo..noi siamo Abele, io sto con Abele…sempre!

Nel prossimo articolo illustrerò come dovrebbe essere una preparazione professionale all’utilizzo dell’arma, come comportarsi, come maneggiare un arma in sicurezza, e a quali tipologie di addestramento l’onesto cittadino dovrebbe accostarsi per detenere con efficacia e sicurezza tale strumento.

Franco Antonioli
Ricerca in corso...