Ingaggio da coperture, procedure di emergenza in caso di attacco dell’abitazione.

DOMODOSSOLA -

In questo articolo vi parlerò dell’importantissima funzione tattica che una copertura può avere sia per l’operatore professionale in ambito urbano che, ed è questo l’obbiettivo del presente articolo, per il privato cittadino il quale, in possesso di un arma, si renda conto di essere sotto attacco nel proprio domicilio. Innanzitutto occorre spiegare che cosa si intende tatticamente per copertura. Per comprendere cosa si intende per copertura dobbiamo fare dei distinguo: alcuni crederanno erroneamente che una copertura possa essere sia un muro, che una porta (di automobile o di casa o di un palazzo),o, ad esempio, un pannello di compensato o di cartongesso. Sarebbe un errore che potrebbe rivelarsi fatale.. La COPERTURA è si un ostacolo visivo, ma che ha la caratteristica fondamentale, non solo di nascondere la vista dell’operatore ad eventuali soggetti criminali, ma soprattutto di ESSERE IMPENETRABILE ai colpi di arma da fuoco, di fatto COPRENDO il suo utilizzatore da un ingaggio pericolosissimo e dandogli cosi un grandissimo vantaggio tattico. Come prima descritto, un muro potrebbe avere la proprietà di essere una copertura efficace, a patto sia un muro di cemento armato e non di mattoni dell’8, facilmente penetrabili. Una portiera di un automobile NON E’ UNA EFFICACE COPERTURA (diffidate da ciò che vedete nei films, ove i protagonisti rispondono al fuoco in tranquillità e sicurezza posizionati dietro la portiera di un veicolo). Per farvi capire infine quanto sia inutile la sottile lamiera di un auto, sappiate che da prove da me personalmente eseguite su veicoli ovviamente in demolizione e con tutte le autorizzazioni legali del caso, ho a suo tempo verificato che basta un calibro 7,65 browning (calibro ormai desueto e non più utilizzato per difesa personale) per penetrare agevolmente una portiera rivelandosi cosi pericolosissimo per gli occupanti dell’auto. Tale serie di prove è poi proseguita con tutti i calibri da pistola attualmente sul mercato, dal classico 9mm allo splendido e potente .45 acp fino ad arrivare ai calibri da pistola più estremi, 44 magnum, 454 casul, .50 cal. , i quali, in una vettura moderna e non blindata sarebbero in grado di fare dei veri e propri disastri, sia alla meccanica dell’auto ma, fondamentale, agli occupanti. Figuratevi quindi i danni che può compiere una 9mm o peggio ancora una .45 di una pistola automatica, non solo penetrerà agevolmente la lamiera, ma di certo passerà da parte a parte il poveretto che si trova dietro e, nel caso di ingaggio verso l’interno del veicolo, non fermerà la sua corsa attingendo anche chi eventualmente abbia la sfortuna di sedersi accanto. Ecco perché se un veicolo non è blindato, in caso di scontro a fuoco, diventerà una trappola mortale, ma di ciò parleremo in futuro. Tornando alla copertura, ricordo che il presupposto FONDAMENTALE affinché una barriera si possa cosi chiamare è l’assoluta impenetrabilità ai colpi di arma da fuoco (ovviamente anche qui bisognerebbe distinguere tra i vari calibri utilizzati, ma di ciò parleremo in un altro articolo, limitiamoci quindi ai calibri da pistola). Diverso è il caso in cui una barriera non sia impenetrabile, in questo caso si parlerà di semplice NASCONDIGLIO, e cioè una barriera, cespuglio, parete di cartongesso, di legno, portiera di un veicolo, cartellone pubblicitario, che ha il solo minimo vantaggio tattico di celare la presenza di un operatore ad eventuali soggetti criminali armati che non lo abbiano precedentemente identificato, ma che NON OFFRE ALCUNA PROTEZIONE ai colpi di arma da fuoco. Ciò può essere un vantaggio ovviamente limitato al momento immediatamente precedente all’ingaggio. Come si lavora da una copertura?..Esiste una ed una sola tecnica, diffidate da tutto ciò che vi propina internet..avvicinato alla copertura, una volta presa la distanza corretta, che è quella della lunghezza del braccio più la spalla, (si veda foto) il compito di un operatore è quello di scansionare lavorando a compasso, ipotizzando di avere la punta di tale compasso in linea con la volata dell’arma che diventerà la sua pupilla, e scansionare a “ fetta di torta” lo scenario presente, di fatto muovendosi a semicerchio mantenendo la volata dell’arma vicino al bordo del muro, ad esempio, al fine di identificare immediatamente la minaccia CON LA VOLATA E CON LA PUPILLA ALLINEATA AL MIRINO, e se è il caso, ingaggiarla. Risultato? Il soggetto ostile al di la della copertura non vedrà nemmeno l’operatore mentre sarà totalmente e completamente sotto mira, e quand’anche lo identificasse e sparasse contro la copertura avrebbe scarsissime probabilità di colpire l’operatore in quanto la parte visibile sarebbe solo una piccola porzione di braccio e la sola volata dell’arma.  Nelle foto in allegato mostro come ci si muove in copertura, in questo caso mostrando una considerevole parte del mio corpo per fare capire la corretta distanza, ed aggiungerò una foto di un mio Allievo per farvi capire quanto poco della sua figura sarebbe in grado di vedere l’ipotetico soggetto criminale. La tattica fin qui illustrata va benissimo in una situazione di emergenza ove degli operatori delle Forze dell’Ordine dovessero, ad esempio, intervenire in un ipotetico scenario di attacco terroristico con armi da fuoco in ambito urbano (situazione che purtroppo si verifica sempre più spesso, visti i recenti fatti di cronaca),scenario che si rivela ricco di preziose coperture (angoli di palazzi, muri perimetrali, colonne di pietra, marmo o cemento e, perché no, alberi di discrete dimensioni) che possono essere sfruttate ad hoc per rispondere al fuoco in situazione di grande vantaggio tattico. Ma, cosa ancora più importante per chi ci legge, questa tattica può essere sfruttata con efficacia e maggiore garanzia di sicurezza anche nella bruttissima situazione di effrazione da parte di soggetti criminali nella propria abitazione. Ipotizziamo una situazione di emergenza, nel cuore della notte sentiamo dei rumori provenienti dalla sala, nei Corsi professionali da me tenuti ripeto sempre, nel caso dovesse verificarsi una situazione simile, di chiamare immediatamente le forze dell’ordine che registreranno la vostra chiamata con l’ora esatta della vostra richiesta di intervento. Nella fortunata ipotesi in cui la propria famiglia sia in sicurezza con voi, anche essendo armati consiglio di chiudervi in camera con la vostra famiglia. Sappiate che è veramente rischioso, anche per un Team SWAT addestrato ed equipaggiato, effettuare un ingresso in una stanza nella quale si trovi un individuo armato, ancor di più se l’individuo è un padre di famiglia intenzionato a difendere i figli e la moglie con lui. Ne consegue che se i soggetti criminali avessero un briciolo di buon senso, non si arrischierebbero certo ad entrare in tale scenario, lasciandovi perlomeno in pace in attesa delle forze dell’ordine. Le cose cambiano invece nel caso in cui invece sentiste vostra moglie chiedere aiuto in sala, è imperativo andare in soccorso verificando però prima di eventuali ingaggi la natura del pericolo nel vostro domicilio. Lo scenario del nostro domicilio ci è perfettamente noto, potremmo muoverci in esso ad occhi chiusi e cosi potremmo sfruttare, ad esempio, il muro che separa la nostra zona notte dalla zona giorno come copertura, dalla quale, seguendo le mie indicazioni precedenti, potremmo in sicurezza verificare la natura dell’emergenza, ad esempio, vostra moglie si lamenta, da una copertura potreste verificare se le sue richieste di aiuto sono causate da una semplice caduta oppure da violenza da parte di soggetti criminali all’interno della abitazione, con le conseguenze che potreste facilmente immaginare se voi non foste in grado di intervenire con efficacia e sicurezza. Ne consegue che è quanto mai consigliabile addestrarsi in tale tattica che ha il vantaggio indiscutibile di permettervi, nel terribile scenario in cui sareste obbligati ad intervenire, di gestire un emergenza abitativa con i vantaggi di una posizione di ingaggio relativamente sicura. In ogni caso, ritengo sia utile per voi concludere questo articolo rinfrescandovi la memoria su quali tecniche eseguire per effettuare un corretto caricamento e di conseguenza, un corretto scaricamento della vs. arma, al fine di garantirvi la ASSOLUTA SICUREZZA, per evitare pericolosi incidenti, sia nella vostra abitazione che in eventuali poligoni ove potreste recarvi per sparare in tranquillità. Nei due video allegati, vi illustro come effettuare il caricamento in sicurezza della vostra pistola e, è d’obbligo, la procedura di scaricamento in sicurezza con verifica dell’arma scarica (press check) e dovuto click a vuoto verso una zona sicura. Nel prossimo articolo vi parlerò della Torcia Tattica, strumento indispensabile che ogni possessore di arma dovrebbe avere, e, perché no, oggetto assolutamente consigliabile anche a chi ne è sprovvisto.

 

 

 

Franco Antonioli
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