Ingaggio da varie posizioni, tiro di emergenza.

DOMODOSSOLA -

Abbiamo illustrato nell’ultimo articolo al tiratore o a chi, coscientemente e con senso di responsabilità, dovesse decidere di armarsi, quali sono le reazioni allo sparo di un arma da fuoco. In questa rubrica che curo con piacere ho cercato innanzitutto di fare il punto di vista della situazione attuale riguardo alla legge della legittima difesa, ho cercato di spiegarvi (nella speranza di esserci riuscito, diversamente sono a disposizione per qualsiasi delucidazione) l’utilità di uno strumento come l’arma da fuoco, che se ben maneggiata, con perizia, responsabilità e professionalità avrebbe di certo contribuito a salvare centinaia di vittime innocenti nei tremendi fatti di terrorismo avvenuti negli ultimi mesi. Ho cercato inoltre di farvi capire, con dati alla mano, inconfutabili, come non ci sia una diretta conseguenza armi = più delinquenza = far west = più morti, e i giudizi positivi che ho con piacere ricevuto da chi ha letto questi articoli, mi spronano a continuare ad illustrarvi le procedure e le tattiche di utilizzo di un arma, dal punto di vista professionale e non da chi , benpensante o meno, vuole dipingere le armi e chi ne fa uso, come strumenti e creature generate da messer satanasso in persona.. In effetti ho appena iniziato a spiegare come è imperativo maneggiare tale strumento, sia arma corta che lunga, in modo assolutamente professionale, al fine di ridurre a 0 il rischio di incidenti. La strada è lunga ma ribadisco, ciò che leggete è di certo utile a darvi un idea, ma nulla potrà sostituire una adeguata preparazione sul “Campo di addestramento”, ove potrete percepire con mano le reali reazioni allo sparo.

FIANCO E SPALLE AI BERSAGLI: oggi vi illustrerò come, in alcune situazioni, operatori professionali possono ingaggiare i bersagli ostili da posizioni diverse da quelle fin qui viste. Premetto che la posizione ideale per ingaggiare un bersaglio è la classica, frontale, fronte al bersaglio, nel modo più semplice ed istintivo possibile (il famoso detto dei miei colleghi Statunitensi, Istruttori di Team S.W.A.T. , nonché S.E.A.L.S. e Delta Detachement One..è “keep it simple”, fallo nel modo più semplice. Cosa c’è di più semplice, essendo preparati, di ingaggiare un bersaglio di fronte a voi?.. In effetti è la posizione ottimale, nella quale il tiratore ha la esatta percezione oltre che del bersaglio anche dello scenario tattico in cui operare, ma purtroppo non sempre la minaccia si manifesta in modo cosi semplice. A volte le minacce possono manifestarsi a 360°, vale a dire, per esempio alle vostre spalle o al vostro fianco, ecco che allora cambia tutto. Per poter reagire con efficacia a tale situazione, in primis, buona norma è quella di mettersi SEMPRE in posizione di fronte al bersaglio, vedremo ora come. Innanzitutto dimenticatevi dei fake video che imperversano in internet, ove falsi sedicenti istruttori illustrano improbabili posizioni per ingaggiare minacce spalle o fianco a voi. Ho visto di tutto e francamente tali “suggerimenti” e tali “dimostrazioni” ritengo andrebbero meglio se effettuate in un Circo durante il numero dei Clown! Ciò che il tiratore dovrà fare sarà molto più semplice che sparare dalla spalla, o a testa in giù fra le gambe e altre orripilanti brutture.. Keep it simple, ricordatevi, semplicemente, in caso di minaccia a 90° per esempio, il tiratore dovrà semplicemente ruotare la testa verso l’ipotetica minaccia e, una volta identificata come tale, fare un passo verso il bersaglio rimanendo sul proprio asse al fine di posizionarsi correttamente di fronte ad esso, solo in quel momento potrà estrarre l’arma dalla fondina ed ingaggiare la minaccia. Lo stesso andrà fatto se il bersaglio sarà alle vostre spalle, dovrete ruotare la testa verso la minaccia e fare perno su di essa facendo un passo completo verso il bersaglio, estraendo l’arma a rotazione completata. Bisogna comunque ricordarsi di ruotare facendo un passo avanti verso il bersaglio facendo perno sulla gamba dalla cui parte proviene la minaccia, e non indietro, (come si usa fare nelle arti marziali) il motivo? Semplicemente perché abbiamo la percezione di ciò che ci sta davanti e madre natura non ci ha ancora fornito di un occhio sulla nuca. Facile quindi, nel caso di rotazione con passo indietro, inciampare in un ostacolo di cui non si è a conoscenza, come ad esempio un marciapiede.

 

GINOCCHIO E TERRA : non solo in campo aperto potrebbe essere necessario ingaggiare una minaccia fianco o spalle ai bersagli, a volte, e spesso nei films, vediamo alcuni militari o operatori ingaggiare da posizione in ginocchio o addirittura a terra. Sfaterò subito una leggenda metropolitana a gran voce sostenuta da “illustri” istruttori: il consiglio di andare in ginocchio prima di sparare per mostrare all’eventuale minaccia la minor parte di noi! Mai un’affermazione fu cosi errata! Vero è che, per esempio (mi piace estremizzare per rendere meglio l’idea) se un tiratore fosse altro 2 metri e largo 1, in piedi presenterebbe una superficie di 2mq, mentre se andasse in ginocchio dimezzando la sua altezza , la sua superficie si ridurrebbe di certo a 1mq, ma ciò permetterebbe con tutta tranquillità al suo avversario di “farcirlo di piombo” come un tacchino nel giorno del ringraziamento!  Infatti quando si estrae un arma da fuoco ed è urgente l’ingaggio per difendere se stessi o un innocente da un attacco violento e letale, come avevo già spiegato in un precedente articolo, dobbiamo immaginare che dalla nostra pupilla (punto A) che identifica il bersaglio, parta un ipotetico raggio laser alla minaccia (punto B),bene il nostro compito, in campo aperto, è quello (nel più breve tempo possibile) di andare in distensione con l’arma e di far collimare il nostro mirino (debitamente allineato con la tacca di mira) con l’ipotetica linea che corre tra il punto A e il B. Solo a quel punto, rimanendo assolutamente stabili, si potrà impegnare lo scatto e far partire il colpo con efficacia. Ora invece immaginiamo di procedere allo stesso modo scendendo in ginocchio verso terra.. ovviamente il punto A non sarà più stabile, in questo caso sarà quasi impossibile riuscire ad allineare il mirino ad una ipotetica linea retta in “abbassamento” con un punto B stabile ma un punto A in rapida discesa!  Detto ciò esiste un solo caso in cui non solo è consigliabile ma imperativo andare in ginocchio, e cioè in presenza di una copertura orizzontale bassa che potrebbe essere il motore di un auto o un muretto basso. Dal momento che presupposto fondamentale di una copertura è quello di essere impenetrabile ai colpi di arma da fuoco, sarà mio vantaggio tattico, in questo caso, scendere in ginocchio nascondendo la maggior parte del mio corpo dietro alla copertura!  Come si va in ginocchio?..semplicemente sostituendo la pianta del piede del vostro lato forte (destro per i destri, sinistro per i mancini) con il ginocchio corrispondente, in questo modo sarete stabili e manterrete una discreta mobilità, detta posizione è nominata posizione 1 (vedasi foto). Esistono molti modi per andare in ginocchio, ma ve ne dirò solo due, i più importanti, per ovvi motivi di spazio, un’altra importante posizione è la BASE POSITION, si ottiene letteralmente andando con entrambe le ginocchia a terra, questa sarà una posizione molto più stabile che comunque permetterà un ottima mobilità. Altra tipologia di ingaggio è quella del tiro da terra, in questo caso sarà imperativo andare a terra in alcuni particolari scenari, ad esempio ingaggiando da sotto un veicolo o da una apertura bassa di un muretto. Il modo migliore e più tattico di andare a terra è quello di posizionarsi prima in base position poi, appoggiando il palmo della mano debole a terra a 90°, scendere lentamente a terra ammortizzando la discesa con la mano e il braccio lato debole (vedete foto). In questo caso la stabilità massima sarà assicurata ma la mobilità sarà molto limitata. Queste sono procedure già intermedie che verranno poi utilizzate nei Corsi Intermedi ed Avanzati, ovviamente andrebbero provate e viste direttamente sul campo per poter dare bene l’idea. In ogni caso, concluderò il redazionale di oggi, illustrando ciò che vedrete nei due video presenti. Guardateli, sono molto utili per capire alcune tecniche..Nel primo video, si vedranno le mie mani impugnare la mia 1911 personale arma operativa e da difesa, una splendida Kimber Desert Warrior in calibro .45 ACP, lo stesso modello utilizzato dai reparti speciali U.S.A. S.O.C.O.M. (United States Special Operations Command) Comando combattente unificato) incaricato di gestire le varie forze e operazioni speciali condotte dall'esercito, dall'aeronautica, dalla marina o dal Corpo dei Marines degli Stati Uniti; il comando è controllato dal Dipartimento della Difesa ed ha sede presso la MacDill Air Force Base di TampaFlorida. Tale arma è utilizzata quindi dalle unità di Elite professionali Statunitensi, e non a caso.. il diametro del proiettile è di ben 11,43 mm, ed eroga una energia cinetica che va dai 55 agli 75 kgm (dai 539 ai 735 Joule),il peso del proiettile è di 230 grn (15 grammi di piombo blindato) e viene lanciato ad una velocità di circa 260 ms (circa 940 kmh). Potrete quindi facilmente immaginare che il controllo di tale arma non è semplicissimo, nel video vedrete sparare IN SLOW MOTION, un caricatore di 8 munizioni più una in canna (9 colpi),il tempo reale è di circa3 secondi, ma in slow motion (rallentatore) vedrete come va controllata un arma da fuoco, quali sono le sollecitazioni del polso e degli avambracci e come si riporta correttamente in punteria prima di sparare il colpo successivo.  Nel secondo video invece, in slow motion vi illustrerò come si effettua un cambio di caricatore di emergenza (Emergency Reload) nel più breve tempo possibile, il tempo reale del video è di circa 2,5-3,5 secondi..

Buon divertimento …

Nel prossimo articolo parleremo di coperture, loro funzione e di tattiche di ingaggio da esse, articolo molto utile in quanto assolutamente compatibile con le procedure di emergenza abitativa in caso di attacco al proprio domicilio…

 

Franco Antonioli
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