Procedure basiche per utilizzo in sicurezza di un arma.

DOMODOSSOLA -

 

Dopo averillustrato, nel precedente articolo, le varie tipologie di armi corte presenti sul mercato, cercherò, per quanto possibile, di spiegare il modo corretto di approccio ad un arma, come gestirla, e le procedure basiche di sicurezza che vi permettono (una volta seguite con scrupolo e coscienza) di annullare i rischi derivanti da un maneggio non appropriato.

La professionalità e la correttezza mi impongono di chiarire da ora una cosa fondamentale; ciò che leggerete in questo articolo vi potrà di certo dare un idea di massima sul corretto utilizzo di un arma ma, proprio per la complessità dell’argomento queste righe NON POTREBBERO MAI SOSTITUIRE UN ADDESTRAMENTO REALE SUL CAMPO, nè vogliono farlo.

Presupposto fondamentale per utilizzare in modo corretto un arma da fuoco sia per uso sportivo che difensivo è quello di seguire un percorso di addestramento in modo razionale, consapevoli della grandissima responsabilità che l’onesto cittadino si deve assumere nel momento in cui decide di procurarsi un arma, strumento di per sé atto ad offendere, se non maneggiato con la necessaria ed indispensabile esperienza.

Va da se che questo articolo potrà si di certo essere molto utile ai possessori di un arma detenuta presso la propria abitazione a scopo difensivo, ma tali nozioni dovrebbero necessariamente essere supportate da un reale addestramento in una struttura professionale per garantire l’assoluta sicurezza.

E’ bene sempre ricordare che un arma da fuoco è si un pezzo di acciaio, o acciaio e polimeri, che di per se non ne fanno uno strumento portatore di morte e distruzione a prescindere, come i nostri famosi amici benpensanti vorrebbero indurci a credere, ma un oggetto che se maneggiato con coscienza ed esperienza può salvare delle vite.

Ricordo ancora una volta (non fa mai male rinfrescare la memoria a tal proposito) ai benpensanti, immaginate quante vite si sarebbero potute salvare nel Bataclan a Parigi o sulla Promenade des Anglais a Nizza (rispettivamente 93 e 84 morti) se per l’occasione fossero stati presenti operatori o comuni cittadini armati ed in grado di utilizzare con efficacia delle semplici pistole..CENTINAIA DI VITE avrebbero potuto essere salvate, ecco perché bisogna considerare non lo strumento ma chi lo impugna; anche una forchetta, se maneggiata da un soggetto criminale , può togliere la vita..

 

Ciò premesso, iniziamo ad illustrare le procedure basiche per il corretto maneggio di tale strumento..

Essenzialmente due sono le tipologie di ingaggio con arma da fuoco, il TIRO DI PRECISIONE e il TIRO TATTICO, di norma il primo si perfeziona in secondi, il secondo in decimi.

 

Prima di impugnare un arma da fuoco dobbiamo occuparci della corretta postura del corpo, infatti una posizione non naturale di norma è portatrice di pericolosi disequilibri muscolari che impegnano il cervello a compensare innaturali posizioni diminuendo cosi la dovuta attenzione al controllo attivo dell’arma.

Posizione del Corpo: la posizione deve essere di fronte al bersaglio, eretta, con le gambe leggermente divaricate (immaginate due linee virtuali che partono dalle spalle fino ad arrivare ai piedi, i piedi devono per l’appunto essere in linea con le spalle con le punte verso il bersaglio),le ginocchia leggermente piegate, immaginate una gazzella nella savana quando percepisce un pericolo, si assesta, pronta alla fuga, e per fare ciò abbassa leggermente il baricentro verso il terreno,i muscoli delle cosce non debbono essere contratti,ciò causerebbe pericolose rigidità degli arti inferiori.

Il busto deve essere eretto, leggermente piegato in avanti, per leggermente intendo di pochi cm, 5 o 6 al massimo, per permettervi di essere stabili durante l’ingaggio e di compensare cosi il rinculo e il rilevamento dell’arma.

Le spalle devono essere allineate fronte al bersaglio e non posizionate nella classica vetusta posizione ad isoscele modificata, per permettere una visione tattica a 180 gradi e poter ingaggiare, in caso di emergenza, le minacce semplicemente ruotando il busto e l’arma verso il pericolo.

Le braccia devono essere tese, ma non completamente, infatti se provate ad allungare le braccia alla loro massima estensione noterete una contrazione dei tricipiti e degli avambracci che inevitabilmente porterà ad un irrigidimento della muscolatura causando una maggior trasmissione delle sollecitazioni provocate dallo sparo, facendo cosi diminuire la precisione durante l’ingaggio.

Quindi braccia tese, ma leggermente raccolte (parliamo anche qui di pochissimi cm) verso il busto e gomiti verso il terreno, al fine di mantenere morbidi i deltoidi, tricipiti, bicipiti ed avambracci, cosi facendo vi assicurerete un discreto assorbimento delle sollecitazioni dello sparo contribuendo a riportare con più efficacia l’arma in punteria dopo il rinculo.

 

Grip dell’arma; insieme alla giusta posizione del corpo è FONDAMENTALE impugnare l’arma correttamente.

Ciò permetterà al tiratore di poter gestire senza particolari difficoltà le procedure relative al ciclo di sparo, il controllo degli scatti e allineamento delle mire per permettere cosi un efficace ingaggio.

La pistola va impugnata con la vostra mano forte, destra, o , per i mancini come me, sinistra, avendo l’accortezza di avvicinare quanto più possibile lo spazio morbido fra il pollice e l’indice (eminenza tenar) alla parte alta dell’impugnatura dell’arma (come da foto) tutto ciò per permettere una migliore gestione durante il ciclo di sparo ed in particolare, durante il movimento retrogrado del carrello sul fusto, che scorrendo verso il tiratore esprime una forza fisica che va correttamente contrastata dall’impugnatura alta.

Posizionate il dito mignolo, anulare e medio avvolgendo completamente la guancetta dell’arma e tenete il dito indice che successivamente andrà sul grilletto al momento dello sparo, FUORI DALLA GUARDIA DEL GRILLETTO STESSO, questa è la procedura basica ed è la vera sicura dell’arma.. dito fuori dal grilletto!!

Non fatevi condizionare dai numerosissimi manifesti cinematografici ove si vedono attori di prima grandezza, anche tatticamente preparati, per esigenze “sceniche” impugnare le armi col dito sul grilletto!!

Ma sulla veridicità e il valore tecnico delle scene ove si utilizzano le armi nel mondo della celluloide (ormai digitale) dovrei scrivere un articolo a parte..troppi sono gli errori e le incongruenze mostrate come verità assolute.

I miei colleghi statunitensi affermano sempre, per ciò che concerne le procedure di maneggio dell’arma, “keep it simple”..ovvero fallo nel modo più semplice e naturale, solo in questo modo il vostro cervello manterrà la indispensabile concentrazione sul bersaglio.

Torniamo al grip corretto dell’arma, dopo aver letteralmente avvolto mignolo,anulare e medio sulla guancetta, quasi a fondere la vostra carne con l’acciaio dell’impugnatura, posizionate il pollice ovviamente dall’altra parte del fusto, lungo la guancetta, vicino al carrello.

Bene, ad ora avete impugnato solo con mano forte la vostra arma ma, per un corretto ingaggio ciò non è ancora sufficiente.

Il ciclo completo di sparo di un arma va gestito dal momento dell’esplosione della carica di lancio nella munizione (polvere da sparo) al momento del ritorno in punteria sul bersaglio dopo che la palla ha lasciato la canna al fine di poter doppiare efficacemente il colpo nel minor tempo possibile, per fare ciò è indispensabile impugnare l’arma a due mani, posizionate il palmo e l’eminenza ipotenar (la parte morbida alla base del palmo ) sulla parte della guancetta a sinistra rimasta scoperta, e sovrapponete il mignolo, anulare,medio e questa volta anche l’indice sugli spazi esistenti fra le dita della vostra mano forte e posizionate il pollice a fianco del pollice della vostra mano forte (vedasi foto).

A questo punto avete impugnato la pistola in modo corretto, le vostre mani si devono quasi fondere con l’acciaio dell’arma che deve diventare parte di voi per ottimizzarne il controllo.

Una precisazione importantissima, alcuni istruttori affermano che il compito della mano forte è quello di spingere in avanti verso il bersaglio l’arma e quello della mano debole di tirarla con forza uguale e contraria verso di voi per, a loro dire, stabilizzarla.

Mai affermazione è stata cosi errata! Motivo?..semplice, ricordate KEEP IT SIMPLE?, che senso ha sprecare energie per generare, con la vostra forza muscolare, due forze esattamente uguali e contrarie al fine di controllare il rilevamento dell’arma?..assolutamente nessun senso..volete la controprova?..provate ad impugnare cosi l’arma, dopo pochi secondi vedrete la volata della canna iniziare a vibrare, ciò per l’impossibilità di un efficace controllo generato dall’inutile sforzo di gestire con la vostra forza muscolare non il rinculo, come deve essere, ma le stesse forze da voi generate!

Impugnando invece si con fermezza l’arma, ma senza utilizzare alcuna forza attiva , io non ho problemi a rimanere perfettamente immobile in point ready ( punteria tattica) sul bersaglio per alcuni minuti, e non li avrete neppure voi.

Dopo aver visto il corretto modo di impugnare la vostra pistola (ovviamente stiamo lavorando in bianco, e cioè con arma rigorosamente scarica al fine di addestrarsi ai fondamentali senza alcun rischio) ora andiamo in punteria, distendiamo le braccia verso il bersaglio andando in estensione completa, giunti alla massima distensione delle braccia flettiamole di pochi cm verso il busto (4 o 5) in modo da permettere ai vostri tricipiti e deltoidi di rilassarsi parzialmente.

Ora siete quasi pronti a fare fuoco, nel caso di arma carica ovviamente, dopo aver verificato la vostra corretta posizione delle gambe, busto e braccia e con il corretto grip dell’arma, ulteriore step indispensabile per un ingaggio efficace è

Allineamento delle Mire: assolutamente fondamentale per la precisione dovuta nell’ingaggio, allineate il mirino al centro della tacca di mira, perfettamente in linea con i riferimenti bianchi e a volte (gran vantaggio) al trizio (debole gas radioattivo presente negli organi di mira che ha il vantaggio di rimanere,senza alcun rischio per la salute, attivo per 12 anni ed illuminare in caso di ingaggio notturno gli organi di mira),la luce (spazio libero tra il mirino e tacca di mira) esistente a sinistra e a destra del mirino deve essere identica, in caso contrario la palla andrà ad impattare rispettivamente a destra (più luce a sinistra) o a sinistra (più luce a destra). Vedete foto

Una volta fatto ciò è importantissimo metter a fuoco il solo mirino sul bersaglio per sapere esattamente dove si vuole colpire e, solo allora, con l’arma in punteria con la corretta posizione del corpo, con la corretta visione dello scenario tattico circostante, ed li perfetto allineamento degli organi di mira sul bersaglio precedentemente identificato, potrete mettere il dito sul grilletto con la prima parte della falange del vostro dito indice ed iniziare con costanza e movimento fluido ed impercettibile, a premere lentamente il grilletto.

Controllo dello scatto:

Un efficace ingaggio presuppone un corretto controllo dello scatto, il grilletto non va mai premuto con forza in quanto la pressione troppo elevata di certo vi farà “strappare”( bruttissima situazione ove il proiettile per l’appunto a causa di un esagerata e non costante pressione sul grilletto, andrà ad impattare in basso a sinistra o in basso a destra nel caso rispettivamente di tiratore destro o mancino, vanificando cosi’ completamente le procedure fin qui eseguite correttamente).

Impegnando il grilletto per prima cosa percepirete una corsa quasi senza resistenza fino a giungere un punto in cui il grilletto si farà più “duro”, questo è il retro scatto, la parte neutra in cui il grilletto, ruotando sul perno che lo tiene in sede, gradatamente si avvicina alla catena di scatto per disconnettere il cane che andrà a percuotere il percussore.

Questa operazione si chiama annullamento del collasso del retro scatto, in sostanza dovrete arretrare il grilletto per pochi decimi di millimetro fino ad impegnare la catena di scatto percependo cosi una maggior resistenza alla pressione.

Ed è qui che vi giocate la precisione, per l’appunto, una volta annullato il collasso di retro scatto, inizierà il vero “lavoro di precisione”.

Con l’esperienza e l’addestramento percepirete nettamente il momento in cui il grilletto agirà sulla catena di scatto facendo cosi partire il colpo, ed è proprio per effettuare il procedimento senza alcuno strappo che dovrete dolcemente premere con costanza il grilletto fino alla partenza del colpo.

Respirazione: anche la respirazione è importantissima per un ingaggio efficace, prima di sparare insipirate a pieni polmoni riempiendoli di aria, ed espirate fino a raggiungere al massimo il 50% della capacità polmonare, ciò ‘è importante per non creare troppa tensione nel vostro torace e stabilizzarvi ulteriormente.

Per un ingaggio di precisione è tutto, poche semplici regole ma che vi permettono, in caso di tiro sportivo, di divertirvi a centrare il bersaglio, e nel malaugurato caso di legittima difesa abitativa o del luogo di lavoro, fanno ancor più la differenza, assicurando di non colpire persone innocenti presenti sul luogo del crimine, e di ingaggiare in modo corretto la minaccia salvando cosi con ogni probabilità la vostra vita e quella dei vostri familiari.

Certo un capitolo a parte fondamentale andrebbe considerato, quello del tiro sotto stress, un importante scarico adrenalinico dovuto al presentarsi di una situazione di emergenza può vanificare queste procedure se il tiratore non è addestrato a reagire in modo corretto mantenendo la calma, ma questo sarà materia di un altro articolo.

 

Come si carica e si scarica un arma; fondamentale procedura di sicurezza seguendo la quale, si potrà avere la certezza di non causare pericolosi incidenti.

E’ tremendo, in caso di incidente, rendersi conto di aver fatto del male a persone innocenti magari per la scarsa attenzione o perizia nel maneggio dell’arma.

Innanzitutto vediamo come procedere al caricamento in sicurezza.

Per prima cosa impugnate la pistola nel modo corretto con la vostra mano debole, portate il gomito a contatto del vostro fianco, e con l’avambraccio in alto portate la pistola davanti al vostro viso ad una distanza di circa 30-40 cm., ciò vi permetterà di vedere lo scenario in cui siete e vi farà vedere l’arma davanti a voi.

Prendete un caricatore pieno con la mano debole avendo l’accortezza di appoggiare il dito indice sulla palla nel caricatore per rendersi conto immediatamente se lo avete impugnato in modo corretto.

Ruotate leggermente l’arma mostrando il bocchettone di alimentazione, posizionate il caricatore sotto al bocchettone ed inseritelo con forza con un unico movimento fino a fine corsa, percepirete il clack di aggancio del pulsante di ritenzione, a questo punto per essere sicuri date un colpetto al fondello del caricatore ormai inserito con il palmo della mano per essere certi del suo corretto bloccaggio nel fusto.

Ora dovrete mettere il colpo in canna: con l’arma di fronte ai bersagli, abbassate la volata parallela al terreno puntando l’arma ESCLUSIVAMENTE verso i bersagli in posizione sicura e , col dito fuori dal grilletto, impugnate il carrello con le dita e il palmo della mano debole, stringetelo con forza ed arretrate con decisione il carrello comprimendo la molla al suo interno, arrivati a fine corsa mollate con decisione il carrello per permettere alla molla di distendersi, tornando in chiusura, il carrello otturatore intercetterà la prima munizione presentata dal caricatore all’interno del fusto dell’arma inserendola con decisione nella camera di scoppio della canna.

Con un pò di addestramento si potrà capire solo dal rumore prodotto, quando la munizione verrà introdotta nella canna, percepirete un clack particolare.

A questo punto avrete l’arma carica, il cane armato, la mano forte che la impugna, fondamentale inserire immediatamente la sicura, se presente, tenendo sempre il dito fuori dal grilletto per mettere poi la pistola in fondina, oppure, volendo ingaggiare il bersaglio, impugnare anche con la mano debole correttamente l’arma, allineare gli organi di mira e solo allora, prima dello sparo, mettere con dolcezza il dito sul grilletto controllando lo scatto e percependo il momento del rilascio del cane.

Dopo aver sparato (nel prossimo articolo vi spiegherò le reazioni allo sparo di una pistola) passeremo allo scarico in assoluta sicurezza della vostra arma.

Ricordate sempre che un arma va SEMPRE CONSIDERATA COME CARICA, di conseguenza memorizzate a parole di fuoco nel vostro cervello questa procedura che può di certo evitare qualsiasi incidente pericoloso.

Terminata la sessione di fuoco, avendo ancora l’arma carica, per prima cosa CON LA VOLATA DELL’ARMA PUNTATA VERSO I BERSAGLI, tenendo la pistola con la vostra mano forte, premete il pulsante di sgancio del caricatore, al click di sgancio con la mano debole sfilatelo dal fusto dell’arma e mettetelo fra il dito mignolo e l’anulare della mano forte che ancora impugna l’arma.

Questa procedura è importantissima, in quanto se voi appoggiaste il caricatore su un tavolo o lo metteste in tasca, nel caso di una distrazione (per esempio l’arrivo di una telefonata) potreste dimenticarvi di aver ancora il colpo in canna..!!

Una volta posizionato il caricatore fra il mignolo e l’anulare della mano forte, ruotate l’arma di 180 gradi con la volata SEMPRE VERSO I BERSAGLI, mettete la mano debole sotto la finestra di espulsione del bossolo e, grippando il carrello, tiratelo con decisione, percepirete chiaramente la munizione cadervi in mano, ruotate di nuovo l’arma, guardando per sicurezza la munizione nel palmo della vostra mano debole..ma non è ancora sufficiente, a questo punto sempre con la volata verso i bersagli, scarrellate con delicatezza per vedere la camera di scoppio che, ovviamente, dovrà essere vuota.

Ora basterà, rimanendo sui bersagli, lasciare il carrello e premere il grilletto percependo il click del colpo (ovviamente) a vuoto.

Solo ora sarete assolutamente certi che la vostra arma sarà scarica.

Queste poche nozioni basilari non sostituiscono una preparazione REALE effettuata in modo professionale sul campo di addestramento ma almeno, in parte, fanno capire con quanta serietà ,professionalità ma soprattutto responsabilità si debba maneggiare un arma, strumento che può si salvare delle vite preziose ma che, se maneggiato con imperizia o sufficienza, rischia di creare situazioni a rischio nelle quali mai ci si dovrebbe trovare.

 

Nel prossimo articolo vi parlerò delle reazioni allo sparo di una pistola durante l’ingaggio sportivo e da difesa.

 

 

Franco Antonioli
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