Reazioni allo sparo, tiro sportivo e tiro tattico.

Ed eccoci alla settima puntata, in questo articolo cercherò di illustrarvi quali e quante siano le reazioni allo sparo, sia di natura emotiva, che meccanica, generate da una arma durante il suo normale ciclo di funzionamento.

Questo servirà, seppur virtualmente, a farvi immaginare quali siano le sollecitazioni di un arma e in che modo un operatore professionale sotto stress le debba contrastare per utilizzare con efficacia e sicurezza tale strumento.

Resta comunque inteso che tutto ciò che leggerete ha esclusivamente carattere informativo e, seppure assolutamente reale ed interessante, MAI crediate che possa sostituire un vero e coscienzioso addestramento sul campo, in una struttura professionale, seguiti passo dopo passo da un serio professionista pronto a correggere ogni vostro minimo difetto durante gli ingaggi al fine di farvi imparare correttamente come comportarvi in tale situazione, e ad assicurarvi una assoluta sicurezza.

Nell’ultimo articolo vi avevo illustrato come gestire grip, impugnatura, allineamento delle mire, visione dello scenario tattico, respirazione e controllo degli scatti, prima dello sparo.

Oggi vi parlerò di cosa succede quando la munizione esplode correttamente nella camera di scoppio della canna di una pistola e quali forze vengano generate e le loro conseguenze.

Innanzitutto è doveroso fare una rapida descrizione dei componenti di una munizione.

Le munizioni di un arma da fuoco possono essere di diverso tipo, munizioni spezzate (per intenderci a pallini, da caccia o da tiro a volo, sparate in fucili a canna liscia),e munizioni classiche a palla unica, adatte a pistole e a fucili con canna rigata.

Ci occuperemo della loro composizione, comunque sempre simile, in particolare della munizione che virtualmente vi appresterete a “sparare in questo articolo”.

Una munizione è composta da 4 elementi fondamentali: (vedete foto)

BOSSOLO, generalmente in ottone, esattamente della misura e calibro della camera di scoppio della canna della pistola, una sorta di “mini bicchiere cilindrico” dotato di due fori.

Alla base (sul fondello ) un piccolo foro comunicante all’interno del bossolo nel quale andrà inserito l’innesco di cui parlerò tra poco, e all’altra estremità uno molto più grande dell’esatto calibro della canna nel quale verrà inserita la palla.

La funzione del bossolo è quella di contenere la polvere da sparo la quale, al momento dell’esplosione, genererà dei gas che spingeranno la palla fuori dal colletto del bossolo impegnando cosi la canna della pistola e che spinta dall’espansione dei gas in oggetto uscirà dalla volata a grande velocità ( a seconda dei calibri) mantenendo una traiettoria lineare, resa stabile dal movimento rotatorio impresso al proiettile dalla rigatura della canna, fino all’impatto sul bersaglio.

INNESCO:è una piccola capsula di metallo contenente stifnato di piombo sostanza che ha sostituito il fulminato di mercurio, una sostanza chimica parzialmente instabile, che se percossa con forza (dal percussore) esplode, generando una fiammata, intensa e molto calda, che passa attraverso il foro di vampa sul fondello del bossolo alla carica di lancio (polvere da sparo) stivata nel bossolo.

POLVERE DA SPARO:è il propellente vero e proprio,che, incendiato dalla vampa dell’innesco proveniente dal foro nel fondello, prende istantaneamente fuoco (in circa 10 millesimi di secondo) e che, a causa della pressione nella scarsa volumetria del bossolo, sigillato ermeticamente dalla palla fortemente inserita nel colletto del bossolo, esplode, generando gas di risulta molto caldi di pressioni elevatissime;proprio queste pressioni spingono la palla (proiettile) fuori dal bossolo e dentro la canna.

PROIETTILE O PALLA : è la parte delle munizione che lascia la canna spinta dalla pressione dei gas generati dall’esplosione della polvere, la palla impegna immediatamente la rigatura presente sulla canna che ha lo scopo di dare stabilità alla traiettoria del proiettile, imprimendogli un movimento rotatorio sul proprio asse, fino all’impatto sul bersaglio.

Detto ciò torniamo al momento “critico” dello sparo.

Dopo aver correttamente impugnato l’arma, caricata in sicurezza, allineato le mire sul bersaglio ed aver messo con delicatezza il dito sul grilletto, dopo una costante pressione delicata, il grilletto arriverà al punto di non ritorno, impegnando la catena di scatto che sgancerà il cane che andrà a percuotere l’innesco dando cosi il via all’esplosione del colpo.

Parliamo di esplosione perché percepirete un forte botto, ma sarà un esplosione controllata, avente come unico scopo quello di far uscire il proiettile dalla vostra canna, non certo di farvi esplodere in mano la pistola..

La prima impressione sarà quella di percepire un forte botto, seguito da un deciso rilevamento dell’arma, detto rinculo.

Ovviamente subito dopo che il proiettile avrà lasciato la canna, i gas in uscita dalla volata dopo il proiettile, faranno “impennare” la vostra pistola, obbligandovi, con il corretto supporto dell’impugnatura delle mani forte e debole, a contrastare (mai anticipare, ciò provocherebbe uno strappo della volata verso il basso facendovi sbagliare il colpo )tale rilevamento, ma il vostro contrasto non dovrà essere preventivo, ma seguire l’arma e riportarla in corretto allineamento non appena esaurita la forza di rinculo.

Ma il rinculo da cosa sarà esattamente provocato? Ovviamente dalla forte pressione del proiettile che spinto dai gas incandescenti della polvere da sparo uscirà dalla canna, ma anche dalla massa del carrello-otturatore che subendo una forza uguale e contraria arretrerà con violenza verso la vostra mano che impugnerà l’arma per giungere a fine corsa delle guide del fusto e cosi permettere alla molla del carrello (recoil spring) di comprimersi caricandosi della forza necessaria per poi distendersi e riportare con velocità il carrello in sede che inserirà una nuova cartuccia in canna. (vedete video)

Il segreto per gestire correttamente la vostra arma durante lo sparo ed il rinculo sarà di riportare con decisione fermezza e fluidità la vostra pistola in punteria allineando di nuovo tacca di mira e mirino sul bersaglio.

A questo punto sarete pronti per far partire il secondo colpo.

Dobbiamo ora distinguere il tiro sportivo da quello tattico o da combattimento.

Presupposto fondamentale del tiro sportivo o da tiro a segno è quello di dare assoluta priorità alla totale precisione di impatto sul bersaglio, il tiro sportivo o di precisione infatti ha un timing che si misura in secondi, non necessita di ingaggi rapidi ripetuti sul bersaglio ma di ingaggi mirati volti a colpire una piccolissima parte del bersaglio, la centrale nei classici bersagli circolari da tiro a segno, in genere la parte centrale di un cerchio nero (il famoso 10).

Ipotizzando che stiate sparando in un tiro a segno ove ,purtroppo, la distanza minima di ingaggio spazia dai 15 ai 25 metri (distanza di ingaggio in combattimento inaccettabile per un corretto efficace e rapido tiro operativo) , vostro compito sarà di gestire la vostra arma con un timing elevato in quanto, maggiore è la distanza, maggiore è il timing necessario per allineare le mire e controllare lo scatto.

Se invece (come io consiglio agli Allievi dei miei numerosi Corsi, oltre 500 eventi negli ultimi anni),siamo ad addestrarci per un tiro difensivo, tattico e di combattimento, la distanza che dovremo tenere per poter gestire in una situazione quanto più reale possibile sarà dai 3 ai 7 metri, infatti il 95% degli scontri a fuoco avviene a questa distanza.

Ipotizzate solo per un momento un Team S.W.A.T. (Special Weapons And Tactics ) operativo, in una situazione di irruzione in edificio, gli Operatori saranno chiamati ad ingaggiare soggetti ostili a distanze che vanno dai 3 ai 7-10 metri al massimo, sarà per cui fondamentale il timing rapido unito alla precisione di ingaggio.

In questo caso specifico, il tiro tattico o di combattimento, il timing corretto non sarà più misurabile in secondi (dai 5 ai 10),ma in frazioni di secondo (da 1,5 a 2 secondi).

Sarà per cui imperativo gestire il controllo dell’arma con la velocità necessaria al fine di effettuare un tiro efficace e sicuro.

Nel video in allegato potete osservare una dimostrazione di ingaggio di combattimento a più bersagli (10) con un numero elevato di colpi sparati (27),ovviamente tutti alla parte centrale del bersaglio (torace),regolarmente attinto con precisione, con 4 cambi di caricatori rapidi in un timing assolutamente ridotto, parliamo di circa 12 secondi, in un tiro sportivo a 15 metri in tale tempo, si sarebbero potuti sparare al massimo 3 colpi.

In una situazione del genere sarà imperativo, oltre alla precisione di ingaggio, riportare l’arma in corretta punteria nel più breve tempo possibile, contemporaneamente azzerando il collasso di retro scatto sull’arma in modo da essere immediatamente pronti al doppiaggio dei colpi.

L’esercizio illustrato è un evoluzione molto più difficoltosa (mi piace mettermi costantemente alla prova e dare sempre il massimo, anche ai limiti del possibile) di un esercizio chiamato El Presidente.

In tale esercizio, mutuato da un vero fatto di cronaca ove una guardia del corpo di un presidente Messicano negli anni 60 aveva abbattuto 6 attentatori salvando il presidente, il tiratore è chiamato ad ingaggiare per due volte un tris di sagome poste a 2-4 metri, doppiando il colpo il più velocemente possibile su ogni sagoma, sostituendo il caricatore e ripetendo l’esercizio.

Di fatto 3 ostili più 3 (6) con 12 colpi e 1 cambio caricatore..indubbiamente “tanta roba” in combattimento..

Ma io nel video ho voluto fare di più, gli ostili sono diventati 10, i colpi sparati 27 e i cambi di caricatore 3..ultimo bersaglio, un pepper (bersaglio metallico) in acciaio balistico AR500 ingaggiato con 9 colpi in rapida, sempre colpito..

Ciò per dimostrare cosa si può fare in combattimento con un arma corta, e rendervi l’idea, al fine di una corretta dimostrazione per l’articolo che state leggendo, quali sono le reazioni dell’arma e il modo corretto di controllarla.

Cambio caricatore: ovviamente dopo aver ripetutamente fatto fuoco contro un semplice bersaglio cartaceo, o, meglio ancora, contro un bersaglio metallico reattivo il quale, in addestramento tattico, ha la preziosissima funzione di rendere immediata la percezione del corretto ingaggio, per esempio nell’abbattere (una volta colpiti) i piattini metallici (si veda video) , giunge il momento che in un poligono sancisce una sospensione dell’addestramento, ma in caso di combattimento genera un terribile rischio soprattutto in campo aperto: l’esaurimento delle munizioni contenute nel caricatore (magazine).

In poligono abbiamo tutto il tempo di sostituire il caricatore, ma in situazione difensiva è tutta un’altra storia.

Con la pistola scarica di fronte ad un pericolo (esempio ostili che sparano addosso) la situazione diventa drammatica.

La procedura da seguire per effettuare un cambio di caricatore rapido di emergenza (combat o emergency reload) è la stessa , ma varia in modo drammatico il timing richiesto.

In caso di esaurimento munizioni, la vostra pistola rimarrà con il carrello aperto (foto 1) perché il fondello del caricatore, spinto dalla molla contenuta in esso, salendo e rimanendo vuoto spingerà la leva hold open che andrà a bloccare il carrello in apertura segnalandovi cosi l’esaurimento munizioni (foto 3).

Per prima cosa dovrete premere con forza il bottone di sgancio caricatore (foto 2) ed estrarre, o meglio, lasciare cadere il caricatore esausto, portare quindi l’arma vicino al fianco, con la canna verso l’alto in sicurezza, prendere un nuovo caricatore pieno e introdurlo con forza nel bocchettone di alimentazione dell’arma percependo il click di aggancio al fusto (foto 4).

Successivamente porterete la volata dell’arma verso il bersaglio agendo sulla leva hold open, abbassandola svincolerete il carrello che andando di nuovo in chiusura, introdurrà una nuova cartuccia nella camera di scoppio. (foto 5)

In caso di cambio rapido di emergenza in combattimento, la procedura dovrà essere molto più rapida, come noterete dal video in allegato, per ben 4 volte a parziale esaurimento munizioni (notate che il carrello rimane chiuso segnalando ancora 1 colpo in canna, faccio ciò perché ho la capacità di contare le munizioni durante l’ingaggio e in questo modo taglio drasticamente i tempi) ho dovuto procedere al cambio rapido di emergenza nel più breve tempo possibile, parliamo di frazioni di secondo, ma che fanno la differenza tra la vita e la morte.

Diversamente al termine dell’esercizio vedrete la pistola con il carrello completamente bloccato in apertura, classico segnale di totale esaurimento munizioni.

Spero di poter essere stato esaustivo, ribadisco che il vero corretto addestramento va fatto coscienziosamente e con responsabilità in una struttura con Istruttori Professionisti, pronti a correggere il minimo difetto ed errore, al fine di preparare il tiratore ad un utilizzo in assoluta sicurezza ed efficace della propria arma.

Nel prossimo articolo vi illustrerò come si può ingaggiare una minaccia, da varie posizioni, fianco, spalle ai bersagli ed in ginocchio, nonché da copertura.

 

 

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