L’industria del cibo cresce tre volte più del Pil italiano

MILANO -

Il settore alimentare ancora una volta si conferma il fiore all’occhiello del nostro Paese e, nel 2018, ha fatto registrare un tasso di crescita del 3,1%  con un trend in costante aumento anche nelle previsioni dei prossimi anni.

A trainare il comparto farine, food equipment, caffè, surgelati, olio, e vino mentre faticano ancora a decollare i settori che riguardano salumi e latte e il settore è ancora particolarmente acerbo nell’uso di canali di vendita online (sono il 30% delle aziende utilizza l’e-commerce).

La fotografia del mercato del food in Italia è stata fatta dall’Università di Scienze Gastronomiche e il “Food Industry Monitor” ha evidenziato che soprattutto le aziende di stampo artigianale hanno avuto un importante sviluppo (negli ultimi 10 anni sono percentualmente cresciute molto più della media delle imprese di tipo industriale). L’indagine è stata realizzata sulla base dei dati di 823 aziende (circa il 71% delle società di capitali operanti nel settore) e un fatturato aggregato di circa 63miliardi di euro.

Carmine Garzia, coordinatore scientifico dell’Osservatorio e docente di Management all’Unisg ha commentato «il legame con il territorio, l’artigianalità e l’innovazione nei processi produttivi sono le principali determinanti della crescita redditizia delle aziende del comparto: sia per quanto riguarda la redditività delle vendite, sia per quella del capitale investito. L’artigianalità aiuta a sviluppare prodotti originali, venduti poi con un premium price».

RED.
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