Naspi e Partita Iva posso coesistere?

MILANO -

La Naspi (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego, attiva dal maggio 2015) è una indennità mensile di disoccupazione rivolta al lavoratore che si trovi inoccupato per cause involontarie.

Può accadere che vi siano lavoratori che percepiscono la Naspi e che siano anche titolari di partita iva. Per loro, vale la pena sapere che l’indennità può essere sospesa o ridotta solo nel caso in cui vi siano redditi derivanti da lavoro dipendente o autonomo (ma anche in questi casi ci sono limiti stabiliti dalla legge per poter mantenere il beneficio).

Quindi, anche nel caso in cui il lavoratore abbia aperta una posizione iva, se non sono generati redditi non c’è rischio di decadenza o decurtazione dalla Naspi.

Al contrario, se l’attività lavorativa autonoma con partita iva produce dei guadagni, è necessario comunicare all’INPS il reddito che ne deriva e l’ente, di conseguenza, interverrà per la riduzione dell’indennità per un importo pari all’80% dei presunti redditi.

Da ricordare infine che va fatta comunicazione all’INPS anche nel caso in cui la partita iva attiva non generi redditi; tale comunicazione quindi, non produrrà effetti sulla Naspi e, pertanto, nessuna decurtazione sull’indennità.

RED.
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