Alla festa dell'Unità novanta minuti di confronto sulle relazioni italo-svizzere

villadossola -

Un’ora e mezza di confronto sull’accordo italo-svizzero e sulla ricadute per gli italiani che varcano il confine per andare a lavorare. Sabato sera alla Lucciola di Villadossola si sono confrontati i parlamentari Enrico Borghi del Pd e Cristian Romaniello dei 5Stelle in carica come presidente dell’Unione interparlamentare Italia Svizzera, con Antonio Locatelli (rappresentante dei frontalieri),Vittorio Origgi  (Cgil),Luca Caretti (Cisl) e Luca Lepiani (Uil).  Analizzata la situazione dell’accordo che i due Stati confinanti non hanno ancora siglato, l’aspetto sociale legato anche allo statuto dei frontalieri, i problemi di rigetto che a volte affiorano in Canton Ticino da parte di alcuni partiti contro i frontalieri, l’aspetto fiscale, gli infortuni sul lavoro, la viabilità critica sulle statali 34 e 337, il ‘guaio’ delle auto targate svizzera che alcuni frontalieri usano in Italia e che oggi sono regolamentate più severamente. Una serata interessante nel corso della quale i sindacati hanno anche chiesto maggior attenzione da parte dei partiti di governo chiedendo l’accordo bilaterale non ricada sulle teste dei lavoratori e riproposto dunque il tema della rappresentanza sindacale.

Finale politico tra Borghi e Romaniello alla domanda se è in corso un possibile ‘’inciucio’’ tra Pd e 5Stelle per un nuovo governo che tagli fuori la Lega. I due politici hanno risposto spaziando a 360 gradi, ma non negando però la possibilità di un accordo. Borghi ha anche annunciato la richiesta del Pd di far inserire la sfiducia Matteo Salvini prima del voto sulla sfiducia al presidente Conte chiesta invece dalla Lega.

Renato Balducci
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