Domosofia, pienone al Cinema Corso per l'attesa conferenza di Raffaele Morelli

DOMODOSSOLA -

Si è tenuto ieri sera presso il Cinema Corso di Domodossola, uno degli appuntamenti più attesi di Domosofia: la conferenza di Raffaele Morelli dal titolo “Solo i sogni conoscono il nostro destino”.  Medico, psichiatra e psicoterapeuta, Morelli è presidente dell’istituto Riza di Medicina Psicosomatica, vice-presidente della Simp, Società Italiana Medicina Psicosomatica e Direttore della rivista «Riza Psicosomatica», «Riza AntiAge», «Dimagrire» e «MenteCorpo».

A far gli onori di casa il sindaco Lucio Pizzi che ha donato allo psichiatra un volume con la storia della nostra città. Intervistato dalla giornalista Cinzia Attinà, Morelli ha intrattenuto il pubblico (per l’occasione il Cinema Corso ha fatto il pienone ndr) con un excursus sui sogni e sull’attività onirica leggendo alcune significative mail ricevute dai propri pazienti. “Molte volte la guarigione di un disagio viene raccontata prima dalle immagini oniriche. Altre volte compaiono sogni che ci invitano a cambiare strada, percorso, ad allontanarci dalle persone sbagliate. I sogni provengono dalle energie antiche, primordiali del cervello: posseggono saperi che il nostro Io ignora  e ci parlano di nostre qualità, di talenti, di capacità che spesso ignoriamo. Il mondo onirico è la vera casa dell’inconscio: perdere il contatto con le immagini, la fantasia, le fiabe, i miti, i riti e le leggende, che sono l’altra faccia dei sogni, ci rende aridi, depressi, insicuri e ci conduce agli psicofarmaci. Se la coscienza si allontana dal Regno della Notte, vive in balia del pensiero razionale e perde di vista il suo destino”.

Morelli ha esortato il pubblico a non concentrarsi sul passato e considerare un nuovo metodo di psicanalisi basato sul momento presente: ”Prendiamo esempio dai bambini che se si sbucciano un ginocchio, piangono un minuto e poi ritornano a giocare. Spesso noi adulti su un dolore rimuginiamo 15 anni: ho pazienti che vengono da me perché lasciati dal loro partner 10 anni fa”.

Il dottore ha inoltre più volte citato il pensiero giapponese che esorta a non focalizzarsi sui problemi: ”Se c’è qualcosa che ti disturba lascialo lì e guarda altrove. C’è sempre dell’altro! E smettetela di chiedervi se sbagliate o se siete giusti. Sbaglia forse la quercia a fare la sua pianta? Accogliete il dolore e smettela di pensare sulle emozioni o sui dolori”.

Infine Morelli ha concluso con un esortazione “Concentratevi su icone e immagini positive: una cultura senza immagini è una cultura morta”.

Federico Raso
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