Inaugurato a Toceno l'antico "albi" ristrutturato dagli Alpini

E' stato intitolato all’indimenticata madrina degli alpini Luigi Bona Invernizzi

toceno -

Benedizione e inaugurazione del vecchio albi di Toceno questa mattina. In occasione dell’annuale festa degli Alpini, sono stati presentati i lavori di sistemazione dell’antica fontana con vasca in pietra.  Alla 10.30 il corteo delle Penne Nere, accompagnato dalla Banda Musicale di Malesco, ha raggiunto in centro paese l’area della cerimonia. Dopo la benedizione impartita dal parroco don Paolo Montagnini, il sindaco Tiziano Ferraris ha evidenziato l’importanza degli interventi effettuati. “Come amministrazione comunale - ha detto il primo cittadino - dopo aver esaminato la richiesta del capogruppo degli Alpini di Toceno, Flavio Zamboni, con grande piacere abbiamo autorizzato il gruppo all’esecuzione dei lavori di messa in sicurezza della struttura, con il rifacimento del muro di sostegno interno all’albi, la revisione del manto di copertura in piode, la pulizia e rifacimento della mulattiera ed altri interventi minori, nonché il ripristino della rete idrica d’alimentazione della fontana". Quindi, rivolgendosi direttamente alle Penne Nere: "Grazie alpini e amici degli alpini per questo importante intervento ad uno stabile di valenza storica e culturale per il paese; intervento che si aggiunge a tutti quelli che avete già fatto finora, come la sistemazione della casera dell’alpe Scaluggia e di quella dell’alpe Cavegna Pianezza e il frontone del cascinone dell’alpeggio. Vorrei infine elogiare gli alpini per essersi ricordati anche dell’indimenticata madrina Luigia Bona Invernizzi, per tanti anni al loro fianco e che tutti ricordiamo con affetto per aver contributo con entusiasmo a tante iniziative benefiche e per essere stata un punto di riferimento per chi soffre donando lo stabile qua accanto al Centro tumori di Milano, poi utilizzato per tanti anni come convalescenziario: per rendere ancora più indelebile il ricordo di questa persona eccezionale il Gruppo alpini di Toceno le dedica questa opera”.

Marco De Ambrosis
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