Repubblica dell'Ossola: si avvicinano le celebrazioni. Per il 50mo arrivò a Domo il presidente della Repubblica Scalfaro

C'è attesa per il programma dell'amministrazione comunale per l'importante anniversario

DOMODOSSOLA -

Si avvicina una ricorrenza importante il 75° anniversario della Repubblica dell'Ossola. In attesa del programma delle celebrazioni, uno sguardo a quelle che si svolsero in occasione del 50° promosse dal comune, amministrato in quegli anni dal sindaco Ettore Angius, che videro la presenza il 2 ottobre del 1994 dell'allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

Le commemorazioni si tennero dall'8 settembre all'8 ottobre del 1994. Si svolsero in quei giorni manifestazioni, conferenze e concerti e ci fu anche l'esibizione aerea delle frecce tricolori all'aviosuperficie di Masera. La ricorrenza fu vissuta con un pensiero particolare alla sofferenza del popolo dell'ex Jugoslavia insanguinato dalla guerra.

Il manifesto ufficiale delle celebrazioni infatti riproduceva un disegno di una bambina bosniaca profuga e ospitata in Italia. Il disegno eseguito con colori a tempera e a matita raffigurava un'anatra in uno stagno con un'aquila che cercava di attaccarla, ma contro il rapace si lanciava una rondine. Il manifesto aveva come titolo “Anche gli animali in tempo di guerra non hanno pace”. Un manifesto realizzato dai pittori domesi Marco Vinicio e Franco Busca. Per tutto il periodo delle celebrazioni in segno di solidarietà il comune raccolse fondi da destinare alla Bosnia tramite l'associazione di aiuti umanitari 'Comitato accoglienza profughi ex Jugoslavia' di Torino. Il comitato fu ospite anche al teatro Galletti per illustrare le attività dell'associazione. Ma Marco Vinicio è stato artefice anche di numerosi manifesti e seguù come organizzatore per il Comune diverse celebrazioni della Repubblica dell'Ossola. Oggi invece per celebrare il 75° della Repubblica Partigiana dell'Ossola, lo stesso Marco Vinicio con Museo Immaginario – L'École des Italiens, ha fatto affiggere in città un manifesto. Un'affissione simbolica, slegata dalle celebrazioni ufficiali che andrà ad organizzare il Comune, un'affissione voluta dalla storica associazione artistica domese che annovera tra i suoi fondatori l'indimenticato Dario Gnemmi, oltre allo stesso Vinicio.

 

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