Critiche alle dichiarazioni di Pizzi sul tema migranti

DOMODOSSOLA -

"Gentile redazione di Ossolanews.it,
dopo gli ennesimi contributi di buona parte della stampa locale circa il supposto “problema migranti” e dopo le millantate soluzioni del nuovo sindaco, ci sentiamo di condividere con voi e con i lettori alcune considerazioni sulla questione, ponendo inoltre alcune domande in merito alla linea giornalistica più o meno indirettamente espressa da alcune testate.
Quanto segue fa riferimento ai comunicati del sindaco di Domodossola pubblicati il 22.08.2016.
Siccome alcune redazioni, come da prassi ormai consolidata, si sono nuovamente limitate a un copia-incolla acritico di comunicati da parte di politici locali senza un doveroso controllo di fonti e fatti, proveremo a farlo noi al fine di chiarire i punti della discussione.

Che cosa afferma, in sostanza, il sindaco? Che i fondi per l’accoglienza dei richiedenti asilo graverebbero sui cittadini italiani: errato. I fondi “incriminati” sono tratti dall’Asylum, Migration and Integration Fund stanziato dall’Unione Europea; questo fondo, per il periodo 2014-2020, ha un bilancio di poco superiore di 3 miliardi di euro. Si consideri che nel solo 2016 il bilancio complessivo UE è di 155 miliardi di euro circa.

Che cosa sostiene ancora il sindaco? Che tali fondi sarebbero pagati da noi italiani e dunque, in ogni caso, graverebbero sulle nostre tasche: errato. Il bilancio UE è finanziato da tutti gli stati membri che versano, circa, lo 0,7% del proprio reddito nazionale lordo e lo 0,3% circa dell’IVA. Sono forse “fondi nostri” come sostiene il sindaco? Tecnicamente si, ma di certo solo in una minuscola parte del gettito fiscale complessivo a cui i cittadini sono sottoposti. Inoltre, quando si parla di “sprechi”, si potrebbe allargare il discorso, ad esempio, alle spese e agli introiti del nostro amato comparto militare, le quali spesso sono la causa prima degli esodi di cui oggi stiamo discutendo.  

Ancora: il sindaco sostiene che questi fondi potrebbero essere utilizzati per le politiche sociali rivolte ai cittadini europei/italiani. È possibile? La risposta è negativa, poiché l’Asylum, Migration and Integration Fund è esclusivamente stanziato per le politiche di asilo e assistenza internazionale che (giova ripeterlo) è una minuscola voce di bilancio sulle spese complessive europee; per le politiche sociali esistono altri fondi e altre spese di bilancio che non possono essere confuse con le spese e i fondi di assistenza internazionale, perché riguardano due campi di intervento completamente diversi.
Se sinceramente interessato al sostentamento delle politiche sociali sul territorio il sindaco potrebbe attingere dal “Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale”, dal “Fondo per le non autosufficienze”, dal “Fondo Nazionale per le Politiche Sociali”, dal “Fondo Nazionale Infanzia e Adolescenza” o, ancora sul campo europeo, dal “Fondo sociale europeo”.
Con tutto ciò si vuole sostenere che le politiche sociali in questo paese siano adeguate ed eque? Niente affatto. È evidente che ci siano enormi problemi nella gestione delle politiche di welfare nel nostro Paese. In particolare, a partire dal loro smantellamento sostanziale già operato dai governi nazionali, nonché dai partiti che oggi sostengono lo stesso sindaco.
Ciò che si vuole sostenere è che quanto afferma il sindaco in questo comunicato è sostanzialmente falso, o meglio, un’invenzione a meri fini propagandistici.
Risulta agghiacciante, inoltre, l’affermazione finale del sindaco, secondo cui soltanto “l’educazione e la civiltà” dei domesi avrebbe evitato “esiti” di una non ben definita “tensione sociale”. Chiediamo al Sindaco: a cosa si riferisce di preciso? Forse è un modo per accodarsi ai tanti commentatori sui social networks che, aizzati a dovere, paventano spedizioni punitive, se solo ce ne fosse il segnale?
La domanda principale da porsi/porvi è: com’è possibile che buona parte della stampa locale, ovvero “giornali” che godono di una certa diffusione, pubblichino senza un’adeguata critica e ricerca delle fonti un comunicato del genere, pieno di falsità, invenzioni, dichiarazioni assurde e infondate? Al di là delle opinioni di qualunque esponente politico (legittime e più o meno condivisibili),il lavoro di un giornale dovrebbe essere quello di controllare sempre tali affermazioni, oltre che a confrontarle con le fonti. Sicuramente, la funzione pubblica di un giornale non può ridursi a mero ciclostile orientabile.
Molto umilmente, ci sentiamo di rimarcare due punti principali della “Carta dei doveri del giornalista”, un protocollo approvato dall’Ordine dei giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa più di vent’anni fa. Una lettura che risulta molto utile di questi tempi. Innanzitutto, il giornalista è tenuto ad evitare qualsiasi discriminazione (diretta o indiretta) per razza, religione, sesso, condizioni fisiche o mentali e opinioni politiche. Inoltre, la verifica delle fonti è parte integrante della deontologia professionale del giornalista, indissolubilmente legata alla propria lealtà e buona fede.
Per concludere, siccome siamo certi che potrete accertare che quanto “comunicato” dal sindaco non corrisponda a verità, confidiamo che la vostra redazione ponga in atto il diritto inviolabile di rettifica secondo la stessa Carta. Infatti, secondo quanto previsto, in caso di notizie errate, inesatte, o ingiustamente lesive della personalità altrui, il cittadino ha diritto di rettifica. Ancor di più se si tiene conto del fatto che la Carta estende tale diritto oltre il dettato, intimando al giornalista di rettificare egli stesso, nel momento in cui venga a conoscenza della falsità, quanto precedentemente affermato, oppure condiviso con i lettori, anche senza una richiesta esplicita di terzi.
Una riflessione sui vostri metodi giornalistici forse andrebbe fatta, perché quello prodotto in questi ultimi mesi sulla cosiddetta “questione dei migranti” non si avvicina nemmeno a “giornalismo”.
Se il sindaco di Domodossola affermasse che gli alieni sono sbarcati in massa al Badulerio voi gli credereste e pubblichereste immediatamente il suo comunicato stampa? Oppure, mossi da curiosità, andreste a verificare l’accaduto di persona?".

Lettera Firmata

Andrea Pozzetta
Daniele Tori

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