Lettera ai politici locali sull'Ospedale San Biagio

DOMODOSSOLA -

L'atteggiamento assunto dal Sindaco Pizzi può essere condiviso o non condiviso può anche solo suscitare dubbi se è giusto o sbagliato, solo il futuro sarà giudice ma quando sento parlare di San Biagio o Provincia non posso che rattristarmi avendo vissuto in prima persona alcune vicende riguardanti.

Stiamo pagando e continueremo a pagare per sempre grazie alle grandiose strategie dei politici locali servitori delle varie segreterie politiche che hanno voluto e permesso che nascesse la Provincia sapendo che avrebbe depauperato Domodossola e l'Ossola, eravamo in condizione di non perdere alcun servizio (cosa importantissima dal lato socio economico) rimanendo con Novara o averne di più, perchè senza il consenso dell'Ossola mai sarebbe potuto essere istituita una Provincia che creava un' interruzione territoriale (Novara-Verbano/Cusio-Novara Ossola).

In campo sanitario abbiamo pagato per le divisioni politiche e il servilismo di partito che ha portato il San Biagio da Ospedale secondo solo al Maggiore di Novara a quello che è oggi, la Regione sbagliando le previsioni ci aveva dato una grossissima opportunità chiedendo al territorio di indicare quale dei due Dea volesse che diventasse di 1° livello, l'organo istituzionalmente competente territoriale (l'Assemblea dei Sindaci dell'ASL 14) aveva scelto il Dea del San Biagio, ciò nonostante una chiara indicazione la Regione se ne infischiava nonostante che sia stata Lei a richiederla.

I paladini degli ossolani cosa hanno fatto per pretendere concretezza e serità dalla Regione?

Si sono ancora una volta divisi ed ecco l'idea dell'Ospedale ad Ornavasso, forse se gli ossolani invece di essere servi delle segreterie lavorassero a prescindere i colori tutti insieme per il bene dell'Ossola forse e senza forse potremmo ancora difendere l'ultima cosa rimastaci, o forse crediamo alla favola che l'Ossola è un parco perchè se è così voglio ricordare che agli animali in Ossola non manca il cibo, ma agli ossolani potrebbe mancare, la migrazione lavorativa è sempre più una triste realtà.

 

Piero Gaido
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