A Domosofia si è parlato del futuro delle nuove generazioni

DOMODOSSOLA -

Teatro Galletti gremito di persone per il terzo appuntamento di Domosofia svoltosi questa mattina. Il festival ha coinvolto nuovamente gli studenti delle scuole superiori della città per ragionare e discutere di futuro. “Immaginare il futuro oggi è una sfida per i giovani pronti ad affacciarsi al mondo del lavoro o al percorso degli studi universitari. Si vuole andare alla scoperta delle possibilità che possono spalancarsi loro. Un atteggiamento positivo, “leggero” e aperto ai continui cambiamenti che la società impone è una chiave di approccio fondamentale per affrontare le sfide cui i giovani sono chiamati” questo quanto spiegato dal giornalista de La Stampa Francesco Moscatelli mediatore dell’incontro. Presenti ospiti di spicco che hanno dialogato a lungo con gli studenti: Adriano Sarazzi imprenditore locale, Vittoria Riboni, in passato ingegnere a Milano e ora giovane titolare di un'azienda agricola con sede a Baceno, Fabio Zecchini, cofondatore della startup Musement, una piattaforma digitale per scoprire le principali attrazioni delle città con offerte su misura, che ha conquistato a più riprese finanziamenti per diversi milioni di dollari, Claudia Baracchi, docente di filosofia morale all’Università di Milano Bicocca, che per molti anni ha insegnato negli Stati Uniti, Piero Parietti, psichiatra e psicoterapeuta, condirettore della rivista Riza Psicosomatica e Anastasia Buda, Corporate citizenship manager di Samsung Italia. Molti i temi affrontati: dalle sfide vincenti condotte grazie al coraggio e alla sana spregiudicatezza di chi si mette in gioco alle tecnologie. Uno studente avanza una provocazione: “Sognare è costoso, sono tempi sempre più difficili”. Ne è emersa una risposta incoraggiante e positiva: i tempi difficili ci sono sempre stati, forse ancora maggiori, nel ‘900 le due guerre mondiali e i genocidi hanno messo la popolazione in ginocchio. Eppure i sogni, se ci si crede, spesso si avverano. E quando così non è, la dignità e l’impegno profuso, premiano comunque, indipendentemente dai risultati”.

Domenica Romeo
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