A Locarno ''naufraga'' la Navigazione Lago Maggiore

Licenziati i dipendenti: avevano da poco ottenuto una proroga sino a febbraio

locarno -

Tutti gli otto i dipendenti, di sede a Locarno, della Navigazione Lago Maggiore  - gestita dalla Società Navigazione Lago di Lugano -  dal primo di gennaio rimarranno senza lavoro.

Il consorzio, gestito dalla società luganese, fortemente voluto dal Governo Federale, dal Cantone Ticino e da tutti gli enti elvetici che si affacciano sul Verbano,era stato  creato proprio per incentivare il servizio pubblico di navigazione e, di conseguenza il turismo. Ora però subisce un durissimo colpo che mette in serio dubbio il futuro del consorzio stesso.

Nella nota del sindacato svizzero dei trasporti che comunica i licenziamenti si legge: “Di fatto, dopo i proclami iniziali, le due aziende del Consorzio (Società Navigazione Lago di Lugano e la Navigazione Lago Maggiore con sede in Italia ad Arona) non si sono capite e non sono state capaci di andare d’accordo. Sindacati e maestranze non conoscono i dettagli delle discussioni e ignorano i motivi che hanno spinto le parti a proseguire le trattative in gennaio e febbraio per definire il futuro del Consorzio. Quel traguardo chiamato Consorzio che nel 2018 era stato designato come: “Un grande traguardo per il Locarnese e un importante punto di partenza per valorizzare al meglio il potenziale del nostro lago e del territorio”, ora, sembra più che altro “Una barca nel deserto”. Ora, chi ha creato le basi di questo disastro, raccolga i cocci e dia una risposta al turismo, alla popolazione e ai marinai»

Il sindacato denuncia inoltre la mancanza di chiarezza nel quadro negoziale. I dipendenti prima si sono visti proporre dei contratti attraverso i quali sarebbero stati rilocati in altra zone come il lago di Ceresio, ma poi la proposta fu ritirata dalla Società. A quel punto chiesero di sapere quale sfosse il destino del Consorzio, prima di firmare i contratti ma, pochi giorni dopo aver ottenuto una proroga di due mesi che avrebbe spostato a febbraio ogni decisione,  è arrivata da Lugano la doccia fredda.

Ora i sindacati hanno chiesto un incontro al Consiglio di Stato.

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