Accordo fiscale, i dubbi di Azione Vco

“I frontalieri 'storici' verranno tutelati, ma permangono perplessità per il futuro, sia dei nuovi lavoratori, che dei Comuni di frontiera”

Verbania -

La notizia della firma dell’accordo di una nuova tassazione per i lavoratori frontalieri era già nell’aria da alcuni giorni: il sindacato italiano CISL e il suo omologo svizzero OCST avevano dato notizia di una imminente firma del nuovo accordo sulla tassazione dei lavoratori frontalieri.

Sicuramente una situazione che si è sbloccata, ma con un accordo che prevede una distinzione tra lavoratori frontalieri “vecchi e nuovi” (“doppio binario”),creando un dubbio e pericoloso precedente per la giurisprudenza, nonostante gli elvetici nella loro conferenza stampa di oggi pomeriggio, abbiamo ricevuto “dalla controparte italiana rassicurazioni circa questo problema”.

In questi mesi, Azione ha cercato di raccogliere sia le istanze dei lavoratori frontalieri, sia di avanzare un dialogo con le parti coinvolte al tavolo. Tra tutte le cose, ciò che maggiormente ci rammarica è la gestione complessiva della delicata questione sul versante italiano: scarso coinvolgimento degli interessati, comunicati stampa dati in ritardo o addirittura dichiarazioni rilasciate prima alla stampa elvetica di quella italiana. Senza contare che la firma è stata fatta in un periodo in cui questa notizia passa per forza di cose in secondo piano. E questo è davvero uno schiaffo forte.

I frontalieri “storici” verranno tutelati, ma permangono moltissimi dubbi per quello che sarà il futuro, sia dei nuovi frontalieri, che dei Comuni di frontiera: il memorandum di intenti, che deve essere ratificato dai parlamenti di entrambi gli stati entro l’anno, prevede troppi generici “il Governo si impegna...”. E questa non è una vittoria, ma una sconfitta sia della classe politica che delle istituzioni cui i cittadini ripongono fiducia.

In questo quadro Azione si impegnerà, tanto con eventi che con una campagna di comunicazione, tavoli di lavoro e attività sul territorio, affinché questi “impegni” del Governo Italiano siano effettivamente portati avanti e che questo accordo sia definito in meglio laddove ci siano ombre: si devono tutelare i lavoratori frontalieri (attuali e futuri) e insieme devono migliorare le condizioni dei rapporti di frontiera, troppo spesso lacerati e a cui la politica nostrana sembra essere nei fatti poco attenta, nonostante le promesse. Per questo motivo, continueremo a spingere per far sentire la voce dei frontalieri e dei comuni di frontiera.

Consigliere regionale di Azione in Regione Lombardia

Niccolò Carretta

Referente di Azione, Como

Fulvio Martello

Referente di Azione, Gallarate

Luigi Bassani

Referente di Azione, Sondrio

Gabriele Cusimano

Referente di Azione, Verbano Cusio Ossola

Davide Pozzo

 

 

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