Albino Barazzetti, un amministratore vero che amava la sua Vigezzo

VALLE VIGEZZO -

‘’La Valle piange uno dei suo amministratori migliori’’. Non è una frase di circostanza,  per ricordare chi è scomparso. Chi ha conosciuto Albino Barazzetti lo sa. Specie chi lo ha visto all’opera nei momenti difficili dell’alluvione del 1978 e  in quelli della ricostruzione. ma anche in altre battaglie. Amava la sua terra, era in prima fila per aiutarla.

Albino non era diplomatico, ma diretto. Un valligiano dal carattere tosto, deciso, che non lasciava spazio ai fronzoli. Quando un elicottero militare partito dal prato vicino alla caserma della Guardia di Finanza di Domodossola ci posò in valle 48 ore dopo quei quattro giorni di pioggia violenta, costata distruzione e 14 morti, trovammo Albino Barazzetti in giro con le maniche rimboccate a lavorare. A dire ai suoi paesani di tener duro e di darsi da fare. Ma lo trovammo anche a lavorare per ore in municipio, a fare pressione su Regione e su Roma per avere aiuti, chiedere sicurezza e soprattutto pretendere attenzione per una valle in ginocchio.

‘’I partiti lavorarono fianco a fianco, mettendo davanti a tutto gli interessi del territorio e i nostri paesani si rimboccarono le maniche subito’’ ricordava 6 anni fa all’inaugurazione della mostra fotografica che a Toceno ricostruiva l’alluvione. ‘’La Val Vigezzo – disse Barazzetti -  dovrebbe essere citata anche oggi come esempio di una ricostruzione fatta in tempi rapidi, col concorso di tutti, senza polemiche e con molta trasparenza. Un esempio? In pochi giorni la Vigezzina fu di nuovo in grado di funzionare’’.

Barazzetti era così. Uomo di sinistra, fedele ai suoi ideali, non disposto a compromessi e ai ''giochi'' della politica. Fiero, schietto ma sincero: e soprattutto onesto. Malesco (dove è stato sindaco) e la valle (dove ha ricoperto cariche di presidenza e vicepresidenza alla Comunità montana) gli devono tanto. Come anche ad altri amministratori vigezzini che in quel triste momento scesero in strada a lavorare sodo ma trovarono il modo di farsi sentire fuori Ossola. Non scordiamo quella volta che invasero con striscioni cartelli e le loro fasce tricolore le vie di Domodossola, per una manifestazione che aveva il solito obiettivo: richiamare l’attenzione dello Stato sulla valle Vigezzo troppo trascurata.

Per questo dobbiamo dire grazie ad Albino, un vigezzino che non si è mai arreso alla difficoltà. 

Renato Balducci
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