Anche l’annata 2019 dei vini di Borgogna viene considerata eccezionale

Il 2019 è stato un anno fortemente contrastato dal punto di vista meteorologico in Borgogna il che ha generato molto stress e momenti di forte tensione all’interno delle tante aziende agricole o “domaines” che costituiscono questa prestigiosa regione vinicola francese. La cosiddetta “magia degli anni che finiscono in 9” sembra però aver agito di nuovo ed oggi stappando le bottiglie di vini Borgogna della vendemmia 2019 scopriamo che il risultato finale è favoloso e potrà solo migliorare con il passare del tempo.

Il volume totale di produzione della vendemmia 2019 è stato 1,2 milioni di ettolitri, con un forte calo rispetto all’annata produttiva record del 2018 e ben al di sotto anche della media standard di 1,4 milioni di ettolitri. Il clima per lo più caldo e secco ha però regalato vini Borgogna estremamente freschi ed in grado di deliziare il palato degli assaggiatori e che da noi in Italia possono essere acquistati facilmente online grazie a Svino.it, enoteca specializzata in vini pregiati e da collezione e che propone diverse eccellenti etichette con un occhio di riguardo per i vini del Domaine Sylvain Langoureau situato nel villaggio di Saint-Aubin nella regione della Côtes de Beaune, una delle più famose della Borgogna.

Andiamo dunque a scoprire come questa annata magica ha influenzato la produzione in ogni zona della Borgogna, iniziando con degustare i vini bianchi per poi passare ai rossi.

Nello Chablis il 2019 è già considerata come un'annata eccezionale. Le uve hanno raggiunto un'ottima maturità pur conservando un’eccezionale freschezza. I vini bianchi sono perfettamente equilibrati, con piacevoli sentori di agrumi maturi accompagnati da sottili note floreali. Equilibrio e armonia sono le parole chiave di questa annata. Da un punto di vista aromatico, la tavolozza offerta è ammirevole: accanto a note deliziosamente fruttate (pesca, pera, albicocca),compaiono sottili note di fiori di tiglio, fiori d'acacia, miele e spezie dolci. Per quanto riguarda la bocca, l’assaggio è pieno e generoso, di notevole sostanza e struttura. Il finale rivela una tensione molto apprezzabile.

La stessa esperienza goduriosa si può vivere assaggiando i vini bianchi Chardonnay della Côte de Beaune, il cui palato, goloso e di esemplare equilibrio, è caratterizzato da una concentrazione e un corpo insoliti. Per quanto riguarda la lunghezza e la persistenza aromatica, sono semplicemente impressionanti. Per i vini della Côte Chalonnaise, qui il caldo estivo ha permesso alle uve di raggiungere, nel complesso, una maturità molto elevata che può essere ritrovata nei vini bianchi Aligoté.

Gli Chardonnay 2019 della regione di Mâconnais sono invece caratterizzati da grande ricchezza aromatica e ottimo equilibrio. Il loro bouquet propone intense note di frutta matura e sentori floreali (agrumi, ananas, albicocca, pera, caprifoglio, tiglio) e l’assaggio morbido e rotondo si fonde armonicamente con i piacevoli aromi di limone che si ritrovano sul finale.

Per quanto riguarda invece i vini rossi, i Pinot Noir del 2019 della Côte de Nuits colpiscono per il loro naso espressivo e il palato armonioso. Il loro ventaglio aromatico è estremamente ricco e variegato, con intense note di frutti rossi e frutti neri che si mescolano a delicati sentori floreali, il tutto avvolto da sfumature leggermente speziate (lampone, marasca, mirtillo, ribes nero, rosa, peonia, violetta). Il palato non è da meno: concentrato e di bella struttura, è semplicemente abbagliante. Grazie ai tannini teneri e molto maturi, il finale setoso di questi vini è già da ora molto piacevole e ci si aspetta uno sviluppo eccellente nei prossimi anni.

Proprio come per la Côte de Nuits, anche per la Côte de Beaune il 2019 è considerata un'annata che segnerà un’epoca. I vini rossi di questa regione posseggono un'antologia di aromi tra cui piccoli frutti rossi, ma anche frutta secca, spezie e sentori floreali, per cui il loro profilo aromatico è abbagliante. In bocca tutto è equilibrio e armonia. Caratteristiche come corpulenza, struttura e rotondità, sottolineata dai tannini vellutati, li rendono particolarmente golosi.

Sebbene siano molto apprezzabili già da ora, l’ideale è lasciar invecchiare in cantina questo vini Borgogna per poterseli godere in tutto il loro splendore tra qualche anno; ma il consiglio è di farne comunque scorta da subito, dato che la loro quotazione è destinata a schizzare alle stelle, considerando anche la produzione limitata. Tra qualche anno ne vedremo dunque delle belle stappando una bottiglia di vino Borgogna del 2019.

Redazione
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