Canton Ticino, aumentano le richieste d’aiuto a Caritas Ticino

Sono 150 le famiglie che negli ultimi giorni, si sono rivolte all’associazione benefica

lugano -

Premi dalla cassa malati in scadenza, bollette della luce, solleciti del padrone di casa. Sono i casi più comuni di richieste d’aiuto agli sportelli di Caritas Ticino. Tutti “poveri da covid”, persone e famiglie già in precarie condizioni economiche prima della pandemia, che le due ondate pandemiche hanno messo ulteriormente in difficoltà. Sono 150 le famiglie che, negli ultimi giorni, si sono rivolte all’associazione benefica più grande e radicata sul territorio della Svizzera italiana, per un totale di 700 persone.

Un centinaio i single, in genere padri separati o divorziati. Una categoria particolarmente a rischio perché soggetti a doppia imposizione: tasse e alimenti all’ex coniuge e ai figli. Molti i “lavoratori indipendenti”, il corrispettivo italiano delle partite Iva: artigiani ma anche professionisti che s’erano messi in proprio alla vigilia del Covid e si sono trovati subito in difficoltà.

Già durante la prima ondata, le richieste erano aumentate del 39 per cento rispetto alla norma. A giugno, con la ripresa dell’economia, la situazione era migliorata, Poi è precipitato tutto di nuovo. Di fronte all’emergenza, Caritas Ticino, dà la priorità ai rifornimenti alimentari. A seconda ondata conclusa, la situazione debitoria di molti si dilaterà fino ad esplodere con conseguente chiusura di attività e dichiarazioni di fallimento.

Ricerca in corso...