Castiglione, torna la festa dei Re Magi, la più antica dell’Ossola

Ad accompagnare il corteo la Filarmonica “L’Alpino” di Massiola

CALASCA CASTIGLIONE -

Noi siamo noi i tre Re, venuti dall’Oriente per adorar Gesù…” con questo canto si aprirà, domenica prossima, 12 gennaio, ore 14.30, la festa dei Re Magi a Castiglione Ossola.
Don Severino Cantonetti che qui è stato parroco per oltre cinquant’anni, asseriva che questa tipica festa natalizia è “la più vecchia e tradizionale dell’Ossola”.

Quest’anno il coloratissimo corteo sarà aperto dalla Filarmonica “L’Alpino” di Massiola. Poi i Magi entreranno nella chiesa parrocchiale di San Gottardo per rendere omaggio alla Sacra Famiglia i cui componenti resteranno segreti fino a domenica.

Lo storico locale Marco Sonzogni ricorda: “L’origine della festa dei Re Magi di Castiglione si perde nella notte dei tempi, ma è dal 1966 è stato aggiunto il presepe vivente: primi protagonisti furono, Bruno Zametti nelle vesti di San Giuseppe e Rosabianca Piffero in quelle della Madonna. L’anno 1977 segnò una svolta epocale perché si ebbe per la prima volta Gesù Bambino vivente con Alessio Faggi (perito tragicamente nel 2001 in un incidente stradale)”.
Come da tradizione, all’interno della parrocchiale sarà spinto un grande abete carico di doni che poi verranno messi all’incanto. Enrico Schioppi ricorda: “L’abete che verrà spinto all’interno della chiesa un tempo veniva preso sul lato orografico destro, imbragato e posizionato su una teleferica, portato in paese, controllato, se presentava imperfezioni veniva adeguatamente sistemato in modo da essere pronto per ricevere i doni offerti dalla popolazione. Era un’operazione che partiva mesi prima ed era riservata a poche persone scelte dal parroco, persone orgogliose dell’incarico che venivano compensate, a volte, con un fiasco di vino”. Quest’anno il grande abete è invece stato donato dalla famiglia di Daniela e Pierfranco Bonfadini.

Seguirà la cerimonia religiosa al termine della quale i Re Magi e il nutrito seguito, se ne andranno cantando: “Or noi ce ne andiam, nei nostri paesi da cui venuti siam…”.

La manifestazione si concluderà presso la sala polifunzionale con la degustazione della tradizionale trippa che una volta era riservata ai soli figuranti, ed era una specie di premio per l’impegno prestato.

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