Castiglione, tornano le Rogazioni: “A fulgure et tempestate” Libera nos Domine

castiglione -

È tempo di Rogazioni, l’antico rito religioso che si celebra quaranta giorni dopo la Pasqua, prima dell’Ascensione. Il rito religioso che prevede un cammino di preghiera lungo le antiche mulattiere alpine, coinvolgente e spettacolare per i panorami che presenta, è organizzato dalla parrocchia di Castiglione, dalla Confraternita che veste gli antichi abiti quattrocenteschi e da una buona parte della popolazione del piccolo paese anzaschino. Come ricorda Marco Sonzogni, cultore di storia locale: “Questo antico cerimoniale è rimasto in vita grazie alla determinazione di Don Severino Cantonetti che ne faceva un appuntamento imprescindibile della primavera”.

Ai giorni nostri è una tradizione oramai dimenticata, infatti la popolazione di Castiglione Ossola può vantare di essere l’unica comunità religiosa nell’arco delle Alpi ad aver mantenuto intatta questa iniziativa molto sentita e partecipata.

“A fulgure et tempestate, A peste, fame et bello” recita il celebrante. “Libera nos Domine”, rispondono i fedeli. Il rituale si ripete in punti prestabiliti. La processione si ferma. Il sacerdote ripete la formula, prega e benedice i quattro punti cardinali.

Le Rogazioni di Castiglione si terranno sabato prossimo, 1 giugno. L’appuntamento è fissato dinanzi alla chiesa parrocchiale di San Gottardo alle ore 7.45 da dove partirà la processione ed inizieranno gli antichi riti.
In testa la croce, seguita da chi porta la gerla ricolma di pane nero da benedire. A seguire i membri della Confraternita di Santa Marta e lo stuolo dei fedeli.Dal centro del paese si salirà verso Pecciola, Porcareccia, Crotto e Olino. In ogni località il sacerdote benedirà la campagna simbolo propiziatorio di buoni raccolti e di favorevole stagione. A Olino, nell’oratorio della Madonna del Carmine, si terrà un breve ricordo dei defunti.
Quindi si ripartirà alla volta di Drocala, l’antica frazione posta a 940 m e abitata fin dalla preistoria.
Qui il neo prevosto don Fabrizio Cammelli celebrerà la S. Messa a cui seguiranno la benedizione del pane nero, la sua distribuzione, l’incanto delle offerte e il pranzo a base di tipici prodotti locali.

Un appuntamento da non mancare che oltre a presentare un rituale religioso desueto porta a camminare sui sentieri e sulle mulattiere di questa parte di bassa Valle Anzasca.

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