Chiamparino a Fondotoce: alla commemorazione dei 42 Martiri, un minuto di silenzio per Erika Pioletti

Costa: fiero di quei ragazzi che protesteranno a Domo contro il coprifuoco

Verbania -

Con i 73° dell’eccidio di Fondotoce ricordiamo, in questi giorni, i 20 anni d’attività della Casa della Resistenza. Venti anni di duro lavoro per trasmettere la memoria della Resistenza alle giovani generazioni. Ma anche 20 anni ricchi di soddisfazioni: 5 mila studenti delle scuole in visita ogni anno, altri 5 mila visitatori l’anno”, ha esordito la presidente, Irene Magistrini, questa mattina al Sacrario di Fondotoce dando il benvenuto al pubblico e alle autorità che affollavano il parco della Memoria e della Pace. Una memoria che la Casa della Resistenza mantiene viva con tocchi “scenografici” come i 42 cartelli con i nomi dei fucilati, compresi i 14 mai identificati, esibiti ad altrettante “comparse”. E con l’utilizzo di forme espressive innovative: la graphic novel “Quarantatré…. A Fondotoce”.

Poi la parola è passata alle autorità. Il prefetto Iginio Olita: “In occasioni come il 25 aprile, il 2 giugno e quella di oggi vado oltre il mio ruolo istituzionale. Mio nonno era antifascista, in famiglia abbiamo sempre quotidianamente ricordato sacrifici come quelli compiuti dalle persone che stiamo ricordando”.  Dal presidente della Provincia, Stefano Costa, è arrivato un plauso “ai 200 giovani che, fra qualche giorno venerdì 23, parteciperanno ad un sit in di protesta davanti al municipio di Domodossola contro l’evocato coprifuoco, (chiesto dal sindaco Pizzi alla prefettura per i richiedenti asilo, ndr) un termine che rievoca tempi oscuri e che per fortuna le leggi di oggi non consentono”.

Il sindaco di Verbania, Silvia Marchionini, ha evocato il “macabro corteo” da villa Caramora a Fondotoce e le parole “pronunciate dall’unica donna, Cleonice Tomassetti, a nome di tutti: Viva l’Italia!”.

Il governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino, invitato a tenere l’orazione ufficiale, prima d’entrare nel merito ha chiesto “un momento di silenzio e riflessione per Erika Pioletti (l’ossolana vittima della tragedia di piazza San Carlo, ndr). Mi sembra doveroso qui, alle porte dell’Ossola. Una tragedia, quella di piazza San Carlo, per la quale mi auguro che presto s’accertino le responsabilità”. “Dobbiamo fare memoria della Resistenza – ha concluso Chiamparino – ricordandola nelle sue divisioni, non nascondendoci che le formazioni partigiane si sono anche combattute fra di loro. Ma, come in occasione della Repubblica dell’Ossola, quando s’è trattato di combattere contro gli occupanti tedeschi, e i loro servi fascisti, hanno deposto i fazzoletti rossi, verdi e azzurri che portavano al collo e hanno innalzato il tricolore. Ecco, credo che se vogliamo fare memoria, dobbiamo recuperare quello spirito per uscire dalle difficoltà che stiamo vivendo dagli anni ’90 quando ad un periodo di libertà, benessere economico e pace senza equali per durata sono seguiti gli anni difficili che ancora stiamo vivendo”.

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