Chiesto un incontro con l'amministratore delegato di Anas per sbloccare la telenovela della ''337 '' della Vigezzo

SANTA MARIA MAGGIORE -

‘’Anche oggi raccogliamo il nulla’’ dice Claudio Cottini, sindaco di Santa Maria Maggiore, il più eloquente tra gli amministratori.  ‘’Usciamo da qui senza avere risposte, ora sono i politici che devono muoversi’’ rilancia decisamente Enrico Barbazza, sindaco di Malesco.

E’ il succo dell’ennesima e inutile riunione tra gli amministratori della valle Vigezzo e Anas, che da anni ha nei suoi cassetti il progetto per ridisegnare e rendere sicura la statale 337 della valle Vigezzo. Progetti che sembrano la tela di Penelope perché il primo di questi era stato già illustrato da Anas nel 2010 e i lavori sono attesi ancor oggi. Una strana, normale, sintomatica storia tutta italiana perché di tavoli come quello di lunedì mattina (5 agosto) all’Unione montana vigezzina ne abbiamo visti molti anche noi. E’ solo che ora gli amministratori vigezzini ne hanno la tasche piene tanto che adesso hanno chiesto ad alta voce una cabina di regia, un incontro  a ottobre per avere dati certi, un progetto definitivo entro fine anno e un incontro con l’amministratore delegato di Anas, ritenuta ormai poco affidabile. Incontro che il parlamentare della Lega, Alberto Gusmeroli, si è impegnato a fissare o a Roma o a Milano. 

Tutte richieste dalle quali gli amministratori vigezzini non transigono, stanchi di anni ed anni di promesse e progetti mai decollati. Necessari a mettere in sicurezza una strada internazionale, disseminata di croci per le morti causate dalla pericolosità di questo tracciato che corre tra Domodossola e Locarno, attraverso la valle dei pittori.  Progetti che neppure nell'incontro a Santa Maria sono stati forniti da Anas, presente con Angelo Gemelli, responsabile dell'aree  compartimentale di Anas.  Sul quale sono piovutele critiche degli amministratori vigezzini.

Renato Balducci
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