Cinque stelle, ecco i 6 Facilitatori per Torino e il Piemonte

Il Movimento ufficializza i nuovi "corpi intermedi" tra attivisti, eletti e società. "Siamo in un momento di riorganizzazione e nelle difficoltà il nostro ruolo è prezioso"

TORINO -

I facilitatori del Movimento Cinque Stelle entrano in campo anche a Torino in Piemonte. Annunciati a livello nazionale pochi giorni prima dell'addio di Luigi Di Maio alla guida del partito, i territori stanno conoscendo gli interlocutori che faranno da collegamento tra attivisti, eletti e società (associazioni, sindacati, comitati e imprese).

All'ombra della Mole tocca a Davide Bono (40 anni, già consigliere regionale e candidato a Governatore),l'alessandrino Sean Sacco, 28 anni di Alessandria, esponente del Cinque Stelle in Regione, Sarah Disabato, 31 anni di Collegno, anche lei consigliera regionale, Ivano Martinetti, 54 anni di Alba, vicepresidente della commissione Trasporti in Regione, Luca Zacchero, 50 anni di Novara e già candidato sindaco per quella città e la senatrice Elisa Pirro, 46 anni di Orbassano.

"Il Movimento si sta riorganizzando e sono stati scelti gli eletti con i metodi ormai noti, in Rete", commenta Elisa Pirro. "C'è voluto un po' di tempo - prosegue - dopo ampie riflessioni di una struttura che era e rimane orizzontale. Noi non la trasformiamo in verticistica, ma saremo solo collettori e opereremo da snodo all'interno del movimento. Cercheremo di coinvolgere ancora di più i cittadini e i simpatizzanti per portare la politica vicino alla gente, che è sempre stata una nostra priorità".

"Ci occuperemo anche di attività di formazione - spiega Zacchero, che in questo ambito lavorerà al fianco di Pirro - e sono già tante le persone che si sono candidate ad aiutarci. Il nostro obiettivo è aumentare e migliorare il livello di conoscenza di chi vorrà avvicinarsi a voi, perché le conoscenze sono necessarie per fare un ragionamento politico. Non basta fare curva Nord contro circa Sud".

"Una buona idea non è di destra o di sinistra - prosegue Martinetti, che invece si dedicherà alle relazioni esterne con Disabato - ma è un'idea da portare avanti. E per questo dobbiamo essere più bravi a fare capire cosa vogliamo fare e pensiamo di fare, raccogliendo al tempo stesso le istanze di imprese e società". "È un ruolo in cui credo - dice Disabato - e anche se lo abbiamo sempre fatto, l'ascolto con il territorio vogliamo renderlo capillare e ancora più efficace".

Davide Bono e Sean Sacco si occuperanno di relazioni interne: "Io mi occuperò del territorio delle 7 province, mentre Davide si occuperà di Torino e della città metropolitana - dice Sacco - e questo significa dare supporto ai gruppi locali, sia in termini burocratici  per esempio nella formazione delle liste che nell'organizzazione degli eventi. A cominciare dalla manifestazione a Roma del 15 febbraio contro l'inerzia che si sta mostrando sul tema dei vitalizi". In attesa del primo banco di prova, ovvero le Comunali. "E poi interverremo in caso ci fossero delle discussioni, così da aiutare a ricostruire un clima di concordia. Spesso sono questioni, normali e che succedono ovunque, in cui la soluzione non è complessa. E avere una persona scelta apposta, può essere d'aiuto".

"Non ricopro più un ruolo istituzionale - sottolinea Bono - e dunque potrò dedicare molto tempo a questa attività, accanto al nostro lavoro. Un attività volontaristica, ma preziosa perché in un momento di difficoltà come quello che stiamo attraversando è propedeutica verso gli Stati generali che credo saranno ad aprile e con Torino che è una delle città prese in considerazione. Daremo una mano, ma non saremo un centro decisionale: vogliamo facilitare, come dice il nostro nome".
"Questo non vuol dire che i nostri esponenti e amministratori locali non siano preparati - specifica Pirro - ma visto che l'accesso al nostro movimento non prevede una lunga esperienza del mondo politico, è nostro onore e onere supportare chi si avvicina a noi e che magari, in futuro, potrà essere amministratore. Succedeva in passato, anche se in maniera più artigianale. Ora lo faremo in maniera più strutturata".

"La differenza con una scuola di partito? Che la nostra esiste ancora", commenta Zacchero, mentre Pirro ribadisce: "E poi non chiediamo la tessera di partito a nessuno, tra coloro che vorranno avvicinarsi".

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