Collezione Poscio, a Casa De Rodis un ritratto dipinto da Christopher Veggetti Kanku

Continua l'approfondimento avviato la scorsa estate con la mostra Umanomoltoumano

DOMODOSSOLA -

In occasione delle festività natalizie, dal 20 dicembre al 10 gennaio, nella vetrina di Casa De Rodis Collezione Poscio esporrà "Presenza", un grande e intenso ritratto in bianco e nero, dipinto nel 2018, dall'artista Christopher Veggetti Kanku.

“Abbiamo scelto quest'opera per continuare l'approfondimento sul volto umano attraverso il genere del ritratto avviato la scorsa estate dalla mostra Umanomoltoumano, le cui scenografie si affacciano ancora oggi dalle finestre della nostra sede espositiva” sottolineano da Collezione Poscio.

Come spiega Emanuela Mora, del Centro ModaCult dell’Università Cattolica di Milano:

“Il percorso di Christopher Veggetti Kanku è artistico e nel contempo ha un profondo valore antropologico e sociale, perché è esso stesso un tassello del cammino della società italiana di questi anni.

Il corpo dell’Italia sta cambiando, anche perché si amplifica la diversità culturale di origine dei suoi cittadini e il colore bianco della loro pelle non è più l’unico possibile e pensabile, come non lo sono le tradizioni culturali religiose e regionali, che pure sono ancora decisamente predominanti.

Christopher, nato in Congo e cresciuto nell’area metropolitana milanese, cittadino e artista italiano, conferma quello che ancora spesso fatichiamo a considerare ovvio, e cioè che la cultura di un Paese e della sua gente non è fatta di scatole chiuse e incomunicanti, di valori e credenze immutabili, di modi di fare cristallizzati nel tempo e nello spazio. Essa si nutre invece di incontri, dialoghi, contaminazioni, della scoperta che ciascuna persona porta con sé nuove possibilità ad allargare gli orizzonti delle nostre vite. E dunque la puntando lo sguardo su donne italiane di diversa origine etnica, ci coinvolge direttamente nell’esperienza del corpo del nostro Paese, che muta insieme ai suoi abitanti.

In una intervista, Christopher dice di avere a un certo punto capito che non era più necessario mettere sulla tela soggetti neri, per favorire un cambiamento nella cultura italiana. Che lui stesso, pittore italiano di colore nero, era il soggetto che stava cambiando qualcosa. Divenuto un attore del sistema artistico italiano, egli mostra con i fatti che la cultura italiana è parte di quel corpo che cambia. E che, vorrei aggiungere, proprio per questo è viva”.

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