Continuano a combattere per i loro diritti i dipendenti del Mercatone Uno di Crevoladossola

CREVOLADOSSOLA -

Sono stanchi, scoraggiati, delusi, arrabbiati ma non sconfitti. Continuano a combattere per i loro diritti i dipendenti del Mercatone Uno: in tutt’Italia manifestazioni e assemblee sindacali per chiedere giustizia e risposte che non hanno mai avuto.

Abbiamo incontrato tre dei dipendenti del punto vendita di Crevoladossola: Antonella Barbieri 47 anni addetta al reparto mobili, Alfonso Pugliese 52 anni dell’ufficio del personale e contatto clientela, Barbara Ciccanti 53 anni sempre del reparto mobili e RSA Filcams del VCO. Era la sera del 23 maggio quando sono venuti a conoscenza tramite i social che il tribunale di Milano aveva sentenziato il fallimento, prima di ricevere il famoso messaggio vocale whatsapp. “E’ stato il colpo di grazia di una trafila di avvenimenti che abbiamo subito sin dal 2011” ci raccontano “Prima i contratti di solidarietà, poi la ristrutturazione del punto vendita risalente a luglio 2014 , che ci aveva illuso di una possibile ripresa. Infine l’amministrazione straordinaria alla quale siamo arrivati tutti stremati, tra bandi che andavano a vuoto e possibili acquirenti che poi sparivano. Quando nell’agosto del 2018 il gruppo Shernon Holding finalmente acquisiva Mercatone Uno, in noi è nata una speranza. Ci hanno chiesto di pazientare offrendoci dei contratti part time a 24 o 28 ore e siamo stati costretti ad accettare: l’alternativa sarebbe stato il licenziamento. Le vendite sono andate bene. Ma all’inizio del 2019 abbiamo avuto delle ulteriori perplessità, la merce non arrivava, ma la dirigenza parlava di ricapitalizzazione e ci esortava ad avere fiducia. Per anni la frustrazione di non sapere cosa sarebbe accaduto il giorno seguente. Il 30 di maggio avremmo dovuto avere l’incontro al Ministero del Lavoro, quindi per noi era fondamentale riuscire a tirare avanti sino a quella data: non ci siamo arrivati purtroppo”.

Sono lavoratori preoccupati per il loro futuro, per quello delle loro famiglie, per i figli all’università, per il mutuo da pagare. Hanno percepito l’ultimo stipendio il 10 di maggio e ora non sanno quanto saranno lunghi i tempi dell’Inps per sbloccare il loro tfr versato sino al 2007 e quando partirà la cassa integrazione.

I sindacati ci sono sempre vicini, Michele Piffero ci dà un sostegno unico è sempre disponibile, questo ci rincuora. Abbiamo inoltre ricevuto numerosissime dimostrazioni di affetto e solidarietà d da parte dei nostri clienti, anche da coloro che ci hanno rimesso comprando della merce che non è mai arrivata o che è ancora depositata presso i magazzini del punto vendita chiuso. La nostra preoccupazione era anche nei loro confronti, ci sentiamo in qualche modo colpevoli, eravamo un gruppo, una famiglia. Quello di Crevoladossola era il punto vendita di riferimento anche per molti anziani o per chi si recava da noi per comprare articoli che poteva trovare in un supermercato. Questo affetto assieme al sostegno dei dipendenti del resto d’Italia con cui siamo costantemente in contatto, ci dà la forza di andare avanti. Pretendiamo delle risposte, qualcuno deve darcele.”

 

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