Docenti universitari e studiosi a Bannio per il convegno di studi su Sant’Antonio

anzino -

Nello scorso fine settimana si è celebrato ad Anzino, in Valle Anzasca, un importante convegno di studi intorno al santuario e alla figura di sant’Antonio di Padova. Nel cuore dell’Anno Antoniano, che festeggia i 350 anni di fondazione del santuario, studiosi locali, docenti delle Università di Padova, Roma e Milano si sono dati appuntamento ad Anzino per un intenso programma di conferenze e relazioni intorno alla devozione, all’arte e alla storia di questo piccolo ma vivace borgo.

Al centro del dibattito il quadro miracoloso, fulcro della fede anzinese, che per la prima volta è stato studiato, ipotizzandone l’attribuzione alla cerchia dell’importante pittore Gregorio Preti, fratello del più noto Mattia Preti. Le relazioni hanno approfondito anche il contesto della comunità di emigranti del paese in Roma, così come le vicende costruttive della chiesa. Lo studio dei tessili e delle oreficerie ha fatto emergere l’importanza della collezione anzinese e il suo legame con i laboratori romani più rinomati e i tesori custoditi in Portogallo, frutto di donazioni regie.

Il territorio novarese ha fatto emergere la sua devozione al santo con una varietà e qualità di altari, tele, statue disseminate in tutta la diocesi, spesso con un legame alla realtà francescana locale.

Anche la via crucis del santuario, recentemente oggetto di un parziale restauro da parte del Comune di Bannio Anzino è stata presentata in tutto il suo splendore. La serata è stata allietata dal Concerto in onore di sant’Antonio del Convivium Rinascimentale del Sacro Monte Calvario di Domodossola, che ha presentato una selezione di brani musicali intonati all’evento.

Alla devozione verso Antonio di Padova e alle sue ricadute antropologiche è stata dedicata la mattinata della domenica, che ha permesso di scoprire l’importanza che questo santo ha assunto in tutta Europa a partire dal ‘600. Il pomeriggio ha permesso di soffermarsi sui cammini di sant’Antonio un’importante progetto nazionale a cui anche Anzino ha aderito, che permetterà di recuperare gli antichi percorsi di pellegrinaggio in chiave moderna. Molto sentite e interessanti le testimonianze dei pellegrini valsesiani, che ormai da quarant’anni percorrono le montagne per giungere al santuario della Valle Anzasca.

Il convegno, che è rientrato tra le iniziative per la formazione e l’aggiornamento dei docenti, prevede la pubblicazione degli Atti nella prestigiosa collana di studi scientifici del Centro Studi Antoniano di Padova, il massimo centro di studi sul santo più venerato al mondo.

Don Fabrizio Cammelli esprime un sincero ringraziamento alla Fondazione VCO, che ha sostenuto l’iniziativa, al Comune di Bannio Anzino e alla Comunità Europea che hanno offerto il patrocinio. Anche all’Associazione Italiana per lo Studio della Santità dei Culti e dell’Agiografia, all’Associazione Internazionale per le ricerche sui Santuari, alla Direzione Generale delle Biblioteche va il ringraziamento della Parrocchia S. Bernardo di Anzino, dell’Istituto Pubblico di Anzino, che con il Centro Studi Antoniani di Padova hanno organizzato questo evento.

Un’altra giornata di studio è prevista per il 13 novembre a Roma, nel prestigioso Istituto Portoghese Sant’Antonio di Roma.

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