''Eravamo in contatto con Enel, non è stato necessario il nostro intervento''

Anzasca, il responsabile della Protezione Civile provinciale spiega la situazione creatasi dopo il black out dei telefoni

bannio anzino -

Non c’è stata alcuna carenza da parte della Protezione Civile durante l’intervento all’alpe Provaccio,  in Anzasca, intervento necessario a ripristinare il guasto al ripetitore che aveva causato il black out  dei telefoni in valle.  Lo spiega Francesco Cotti, presidente del Coordinamento territoriale della Protezione Civile.   ‘’Nello specifico della valle Anzasca - dice Cotti - eravamo d’ accordo con Enel che, nel caso loro non fossero riusciti ad arrivare all’Alpe Provaccio,  noi avremmo messo a disposizione la nostra attrezzatura. Situazione che non si è verificata perché Enel ha risolto il problema salendo all’alpe per riparare il guasto’’.

‘’Si dovrebbe sapere - aggiunge Cotti - che se si affidano interventi ai privati e questi si fanno male la responsabilità è dell’amministratore comunale che si è rivolto al privato. Non a caso anche noi prima di muovere un volontario ci riflettiamo più volte. Il sindaco di Bannio Anzino deve ricordarsi che è lui il primo responsabilità della protezione civile.’’

Cotti rimarca come la Protezione civile del Vco siamo impegnata nell’emergenza Covid da mesi. ‘’Stiamo lavorando dall’inizio della prima ondata - dice e ricordo che siamo volontari, non percepiamo nulla. Ieri siamo andati a rifocillare gli autisti dei tir al Sempione ed anche stamattina saremo lì. In questo momento abbiamo anche 4 volontari impegnati nell’emergenza maltempo in Emilia Romagna’’.

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