Frontalieri, per il 2018 riconosciuti ristorni per 84 milioni di franchi

DOMODOSSOLA -

Si è tenuta nei giorni scorsi  a Domodossola, l’annuale riunione bilaterale prevista nell’ambito dell’ accordo italo/svizzero del 1974 sull’ imposizione fiscaledei lavoratori frontalieri italiani e sulla relativa compensazione finanziaria a favore dei Comuni italiani di confine.

Presenti le due delegazioni: quella italiana guidata da  Emanuele Barone Ricciardelli (dirigente della Direzione legislazione tributaria e federalismo fiscale del Ministero delle finanze) e composta dai rappresentanti delle Regioni Piemonte, della Regione Lombardia, dell’Unione Montana delle Valli dell'Ossola, della Provincia Autonoma di Bolzano, del Consorzio dei Comuni di frontiera e della Comunità Comprensoriale Val Venosta. La delegazione svizzera, coordinata dal direttore della Divisione delle contribuzioni,  Lino Ramelli, era invece costituita dai rappresentanti delle Amministrazioni delle contribuzioni dei Cantoni Ticino, Grigioni e Vallese, della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali e del Dipartimento Federale degli Affari Esteri.

L’incontro ha permesso anche di verificare l’importanza dell’accordo, sia per le zone frontaliere che per l’economia svizzera.

La delegazione italiana ha illustrato la ripartizione delle somme ristornate per l’anno 2017; la delegazione svizzera ha reso noto che l’importo di ristorni riconosciuti per l’anno 2018 ammonta a 84.337.621,37 franchi cui è già stato effettuato il relativo versamento ad eccezione del Cantone Ticino che ha provveduto a trattenere la somma di 3.822.510,32 '' per motivi estranei alla competenza delle rappresentanze nazionali intervenute''. 

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