Gli indicatori di trading: quali i più utili nel 2020?

Gli indicatori di trading sono strumenti impiegati dagli investitori per realizzare l’analisi tecnica di un titolo. Si tratta, pertanto, di elementi fondamentali da apprendere se si intende investire in qualsiasi mercato finanziario nel breve termine.

Tuttavia non tutti gli indicatori di trading online permettono di ottenere le stesse informazioni e gli stessi dettagli da un titolo. Per questo motivo si può tranquillamente affermare che ogni situazione particolare abbia il proprio indicatore di riferimento.

Ma quali sono gli indicatori maggiormente indicati ad affrontare questa seconda metà del 2020?

Quali sono le sfide che il mondo della finanza dovrà affrontare e a quali dati un investitore dovrà prestare particolare attenzione?

A seguire i 3 gruppi di indicatori che si riveleranno particolarmente utili a venire a capo da questa situazione difficile:

Controllo del rischio di un investimento: Pivot Point e Fibonacci

Si tratta di due indicatori molto importanti che svolgono una funzione simile seppur partendo da presupposti diversi.

I Pivot Point permettono di ottenere i livelli di Resistenza e Supporto di un titolo. Detto altrimenti, comunicano all’investitore quali sono gli estremi medi verso i quali tende ad arrestarsi il valore di un bene finanziario.

Queste informazioni lo possono aiutare enormemente nel definire un investimento che abbia un rischio controllato.

I Ritracciamenti di Fibonacci svolgono un ruolo simile ma si basano su un presupposto completamente diverso. Studiati combinando la famosa Sequenza di Fibonacci, inventata da Leonardo Pisano nel XIII secolo e teorie di psicologia di trading, i Ritracciamenti permettono di prevedere con sufficiente accuratezza i valori in corrispondenza dei quali si va a sviluppare il trend di un asset.

Entrambi permettono agli investitori di aver ragione dell’alta imprevedibilità che regna sui mercati fintantoché la pandemia di Covid-19 continua a minacciare un ritorno alla fase di lockdown.

Controllo della volatilità di un investimento: Canali di Donchian e Bande di Bollinger

Ancora una volta si tratta di due indicatori che svolgono un ruolo simile sebbene con sfumature diverse.

I Canali di Donchian sono un indicatore di volatilità con un calcolo statico. Questo significa che permettono di individuare le variazioni di volatilità di un titolo anche su periodi di tempo maggiori senza produrre falsi segnali.

Cosa significa?

Ebbene che se un titolo è soggetto a forti oscillazioni di prezzo su archi temporali che vanno dalle 4 ore in poi, i Canali di Donchian permettono di ottenere un quadro più completo della tendenza di queste forti oscillazioni (del trend, appunto).

Le Bande di Bollinger, dal canto loro, avendo un calcolo dinamico, risultano essere maggiormente indicate per le analisi di archi temporali minori, da qualche minuto fino ad ore di tempo.

Il calcolo dinamico, infatti, permette all’indicatore di aderire meglio alla singola situazione, permettendo all’investitore che ha intenzione di realizzare interventi mirati sul mercato di trarsi rapidamente d’impaccio e ottenere i dati utili a realizzare un investimento.

Forza e momentum di un trend: SMI e Ichimoku

Per quanto riguarda, invece, valutazioni che evincono dalla gestione del rischio e che contemplano, invece, il trovare il miglior punto di ingresso sul mercato, due indicatori in particolare si rivelano utili ad affrontare i tempi correnti.

Si tratta di indicatori molto diversi tra loro ma ugualmente utili e precisi.

L’SMI (Stochastic Momentum Index) permette di individuare il momentum di un trend in relazione all’aumento o meno dei volumi. Combinando un indicatore stocastico con una media mobile esponenziale, infatti, permette di individuare non solo le variazioni del tipo di investimenti realizzati su un determinato bene ma anche quando a queste variazioni vanno a corrispondere aumenti o diminuzioni di volume.

Si tratta di un indicatore preciso e particolarmente utile a evitare falsi segnali.

Le Nuvole di Ichimoku, d’altro canto, riescono a combinare un gran numero di informazioni, dalla volatilità ai volumi e il momentum.

Si tratta di un indicatore complesso da padroneggiare ma estremamente utile se si parla di valutare il momento migliore per entrare sul mercato.

 

 

 

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