Gli studenti delle superiori bocciano la didattica a distanza

La Consulta ritiene si debba tornare la più presto a scuola, garantendo il distanziamento sui mezzi pubblici e dotando le scuole di termoscanner all’ingresso

Verbania -

La didattica a distanza non piace agli studenti delle scuole medie superiori del Verbano Cusio Ossola. Almeno alla maggioranza dei 1.750 che hanno risposto al questionario della Consulta degli studenti, illustrato il 4 gennaio in video conferenza stampa. Per il 63,7% è più stressante seguire le lezioni de casa anziché in classe. Il 98,5% dispone di strumenti informatici di proprietà, allo 0,6% li fornisce la scuola, lo 0,9% ne è sprovvisto. Della didattica a distanza al 26,9% piace la comodità, al 24,4% niente, il 15,7% è contento di evitare l’utilizzo dei mezzi di trasporto, l’11% riesce ad organizzare meglio i propri studi. Scarse le motivazioni relative alla pandemia; il 2,5% gradisce la didattica a distanza perché è una forma efficace di prevenzione, lo 0,8% perché consente di studiare durante la persistenza del virus.

Per il 16,8% c’è un esagerato carico di compiti, il 15,8% ritiene eccessivo il tempo passato davanti a un dispositivo elettronico, il 15,1% lamenta la mancanza di socializzazione, al 12,4% della didattica a distanza non piace tutto, il 10,7% ha difficoltà a seguire.

Nel complesso, la Consulta degli studenti, ritiene si debba tornare la più presto a scuola, garantendo il distanziamento sui mezzi pubblici e dotando le scuole di termoscanner all’ingresso per controllare la temperatura.

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