Gli svizzeri di “Sentieri Ossolani” e altri volontari hanno sistemato il tratto della valle Olocchia

Bannio Anzino, sarà parte del percorso di una gara di Ultra Trail

bannio anzino -

Per il secondo anno consecutivo gli svizzeri dell’Associazione “Sentieri Ossolani” di Berna sono tornati a lavorare sui monti di Bannio in compagnia del Gruppo Escursionisti Val Baranca.
Giovanni Pozzoli racconta questa nuova collaborazione: «Il programma prevedeva la sistemazione del sentiero “3 Alto”della Valle Olocchia, un percorso in alta quota, severo, lungo e difficile ma in un ambiente bellissimo. Anni fa il mantenimento di questo itinerario era favorito dal passaggio delle greggi che contribuivano a tenere il tracciato percorribile. Poi è arrivato il lupo e dal 2016 i pastori hanno rinunciato a questa immensa zona, i continui attacchi del predatore mietevano decine di vittime fra ovini e caprini e così, privata della presenza dei pastori e dei loro animalil’abbandono e l’oblio sono scesi sull’alta Olocchia.
Ma dalla collaborazione, nata lo scorso anno, con l’Associazione guidata da
Peter Krebs e la possibilità di fare passare su questo sentiero una futura gara di Ultra Trail è nata la volontà di rimettere mano all’intero percorso. Considerata la disagevole dislocazione del percorso è servito un lungo lavoro preparatorio fatto di necessità logistiche, grande collaborazione e disponibilità da parte di molte persone. All’alpe Rausa 1638 m. i proprietari hanno concesso le baite per installare il “campo base” e l’uso della teleferica per il trasporto del materiale. Indispensabili le collaborazioni con il Comune di Bannio Anzino che ha fornito gran parte delle attrezzature e con il Consorzio dell’alpe Pianezzo. Ed è scattato l’inizio dei lavori: gli amici svizzeri sono arrivati, rigorosamente con i mezzi pubblici: in treno da Berna a Domodossola e poi con il pullman di linea fino a Pontegrande. Qui ad attenderli c’eravamo io e Umberto Donatelli, presidente e vicepresidente del Gruppo Escursionisti Val Baranca. Un veloce trasbordo e siamo subito partiti per l’alpe Rausa di Vanzone dove era stata imbandita una sostanziosa tavolata. Finito di mangiare, gli svizzeri, nonostante si fossero alzati alle tre del mattino, hanno voluto subito rendersi operativi iniziando i lavorimalgrado una leggera pioggia. Il martedì alla Rausa sono arrivati i rinforzi: altri volontari degli Escursionisti Val Baranca e i ragazzi della Meht. Dalla Rausa, ogni giorno, i volontari partivano per la zona dei lavori al mattino e tornavano alla sera. Alcuni volontari invece rientravano giornalmenteaffrontando la lunga e ripida salita al cantiere chi partendo da Bannio, chi da Vanzone, chi da Laveggio di Ceppo Morelli e chi da Pié di Baranca, tutti accomunati dalla volontà di portare a termine un lavoro in cui credevano, reso più difficile dalla pioggia e dalle avvolgenti e fredde nebbie. Abbiamo dovuto creare ripari di fortuna con dei telifissati fra i pochi larici presenti in quota per andare, ogni tanto, al riparo e fare una breve pausa, ma a nessuno è mai venuta l’idea di interrompere i lavori. Mercoledì abbiamo raggiunto l’alpe Roncastello 1928 m, un vero nido d’aquila dove è rimasta in piedi una sola baita che, grazie alla disponibilità del proprietario, si è subito trasformata in un magnifico punto d’appoggio dove potersi riparare, scaldare, riposare e mangiare. Ma la meta restava la ”Balma dul Pastur”. Un ultimo sforzo e il giorno seguente, sotto all’immancabile fredda pioggerellina, le tre squadre operative: gli svizzeri di Peter Krebs, il gruppo Meht di Paolo Ottone e gli Escursionisti Val Baranca hanno raggiunto la storica “Balma dul Pastur” 2105 m. Come per incanto le nebbie si sono diradate lasciando vedere la bellissima vallata, con il suo grazioso laghetto da dove nasce il torrente Olocchia sovrastato dalle imponenti e severe pareti del Pizzo Tignaga. La meta era raggiunta. Il lavoro finito, restava il lungo e impegnativo ritorno verso valle. I volontari, con pesanti zaini, picconi e altro materiale sono scesi chi verso Vanzone, chi puntando su Ceppo Morelli e gli altri verso Bannio. Una birra con gli amici svizzeri, una calorosa e virtuale stretta di mano con Peter Krebs e i suoi baldi collaboratori che poi sono stati accompagnati a Domodossola da dove, in treno, sono tornati a Berna. Nel frattempo all’alpe Rausa c’era chi smontava il campo, riordinava le baite, caricava la teleferica e chiudeva le porte. È stata una bella avventura! Un lavoro veramente impegnativo per di più avversato dal continuo maltempo, ma il sentiero “3 Alto” è rinato e si appresta ad accogliere nuovi escursionisti oltre agli atleti della Meht 2021 con l’Ultra Trail 120 k».
Hanno collaborato al lavoro:

Associazione Sentieri Ossolani di Berna - Peter Krebs , Daniel Burgi, Peter Demuth, Thomas Koenig, Res Schmutz e Erwin Zbinden.
Gruppo Meht: Paolo Ottone, Roberto Olzer, Giuliano Molgatini, Gianpaolo Bortot.
Escursionisti Val Baranca: Giovanni Pozzoli, Umberto Donatelli, Enzo Bacchetta, Roberto Zani, Enos Sugliani, Dario Turco, Aldo Albertuzzi e Elio Volpone.
Hanno inoltre collaborato: Comune di Bannio Anzino, Consorzio Alpe Rausa, Consorzio Alpe Pianezzo, Alberto Zambonini, Gabriele Zambonini, Franco Luzzi, Elena Ferrone, Roberto Oberoffer, Omar Bottagisio, Romano Piffero, Veronica Conti, Graziella Bionda e Gianluca Vanoli.

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