Gruppo di ossolani al lavoro per produrre mascherine artigianali

Sono distribuite gratuitamente. “Alcune persone ci avrebbero voluti pagare, ma noi non accettiamo soldi, piuttosto invitiamo sempre a donare all'ospedale”

DOMODOSSOLA -

L'Ossola sta rispondendo all'emergenza Coronavirus con grande intraprendenza e spirito di collaborazione: in giorni in cui le mascherine stanno andando a ruba, un gruppo di cittadini ossolani ne sta producendo di artigianali e le sta distribuendo gratuitamente alla popolazione.

Conoscevo un progetto simile che si stava sviluppando nel vercellese, mi sono fatta girare tutte le direttive e da lì ho iniziato a cercare persone che potessero collaborare” racconta Simona Taglianetti, che coordina il gruppo attivo a Domodossola.

A Domo siamo più di quaranta, tra chi dona i materiali, chi lavora e chi collabora, ma si sono creati anche altri gruppi con cui siamo in contatto. Ce n'è uno a Crevoladossola, uno a Villadossola e uno in Val Vigezzo; poi anche Pallanzeno e Masera ci hanno chiesto informazioni e si stanno organizzando in maniera autonoma”.

Il procedimento per la produzione delle mascherine è costituito da numerosi passaggi, in cui ogni membro fa la propria parte, e inizia con la generosità dei donatori: “Sono mascherine doppie, in tela di cotone con gli elastici, costruite con materiali interamente donati” spiega. “Per ridurre i rischi, sono l'unica persona del gruppo che esce: vado a ritirare il tessuto e lo distribuisco a chi lo taglia, poi porto le pezze da chi le cuce”. Successivamente, le mascherine vengono sterilizzate.

Tra di noi c'è anche un'infermiera che ci ha messi in contatto con il direttore sanitario dell'Ospedale di Domodossola, e abbiamo avuto la possibilità di sterilizzare le mascherine nell'autoclave del San Biagio” aggiunge. “Alcune di queste mascherine rimangono in ospedale, a beneficio della popolazione, mentre le altre le distribuiamo dove vediamo che serve. Ne abbiamo date ai negozi di alimentari, dove c'è il maggior afflusso di gente, ad alcune farmacie, alle forze dell'ordine e a chiunque ne avesse bisogno e le richiedesse”.

Il servizio è totalmente gratuito e in continua evoluzione: “Alcune persone ci avrebbero voluti pagare, ma noi non accettiamo soldi, piuttosto invitiamo sempre a donare all'ospedale” conclude Simona Taglianetti. “Da poco abbiamo ricevuto la disponibilità di alcuni dentisti domesi, che hanno messo a disposizione anche il loro autoclave per sterilizzare più velocemente. Il nostro obiettivo è continuare a crescere”.

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