I 500 gol di Matteo Primatesta, esempio di modestia e serietà nel calcio dilettanti

Il traguardo eccezionale dell'attaccante della Virtus Villa, ancora protagonista a 41 anni

villadossola -

Quarantun anni in campo e non dimostrarli. Anzi, valorizzarli con un traguardo da favola per un calciatore: 500 i gol realizzati. Tantissimi! L'ultimo domenica a Novara, casa Sanmartinese. Qui Matteo Primatesta , bomber ossolano doc, ha messo dentro il suo gol numero 500 in campionato. Una sequenza infinita, incredibile, che lo vede protagonista tra i dilettanti da decenni. Matteo è un ragazzo umile, semplice, modesto. Un ragazzo il cui impegno non viene mai meno. Uno sul quale in campo puoi contare.

'' Ho iniziato a 5 anni nelle giovanili a Premosello ma a 18 ero in prima squadra '' spiega Matteo Primatesta, attaccante della Virtus Villa, società che domenica sul suo sito ha festeggiato i 500 gol.

Matteo ha raggiunto il massimo campionato nel Crevolamasera in Eccellenza. Ma a dire il vero lui ha sempre preferito stare in prima Categoria.

'' In Promozione non è mai arrivata l'occasione giusta - spiega -. A me piace fare gol e ho sempre preferito, piuttosto che riempirmi la bocca sulla categoria dove giocare, stare sotto e recitare un ruolo da protagonista. Anche a livello di stimoli è molto meglio. Giocare in Prima Categoria per vincere è molto meglio che stare in Promozione e lottare per salvarsi. E poi dire di aver giocato tanti anni in Promozione non ti cambia la carriera ''.

Cinquecento gol sono tanti, difficile ricordali tutti….

'' Sì, sono tanti, ne discutevo proprio ieri con gli amici. Ho un foglio di Excel che aggiorno per tenere i conti. Ma è impostante la costanza. Una punta può fare 20 gol in un anno e questo ci sta, ma fare tutti gli anni 15-20-25-30 gol è gran cosa. Specie quanto affronti squadre che già ti conoscono. Confermarsi ogni anno non è facile. I gol più importanti me li ricordo, sono legati a belle vittorie ''.

Il lavoro, la famiglia, il calcio. Una vita intensa.

'' Sì, ho una ditta con 12 collaboratori e una bella famiglia con dei bambini piccoli. Mia moglie mi sopporta e si sacrifica per me. Devo dire che calcisticamente parlando ho la fortuna di saper affrontare con mentalità da professionista questi campionati e allenarmi non mi pesa. Mi spiace d'essere alla fine della carriera e forse questo è l'ultimo anno ''.

 

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