I medici ospedalieri: "L'ospedale unico un’opera indispensabile per il Vco"

DOMODOSSOLA -

Sul tema del Nuovo Ospedale, come noto, la Regione si pronuncerà a titolo definitivo entro il mese di ottobre.

Noi lo affronteremo da un punto di vista prettamente tecnico, senza riferimenti politici di sorta, convinti come siamo che si tratti di un’opera indispensabile per il VCO.

E’ nostra intenzione divulgare questo sunto in primo luogo alla popolazione del VCO, ma anche all’Autorità regionale competente sul tema.

 

Le motivazioni sono tante ed è difficile riassumerle in poche righe pertanto in estrema sintesi:

1.I due Ospedali di Domo e Verbania (il COQ di Omegna fa e dovrà fare storia a sé) sono vecchi, dotati di impianti ed infrastrutture che richiedono continui interventi di manutenzione, riparazione o ristrutturazione, onde mantenere una efficienza accettabile. Nonostante questi sforzi non si raggiungono gli standard di qualità di un Ospedale moderno, e con costi di gestione elevati, trattandosi due strutture indipendenti.

2.Il Personale Sanitario (Medici, Infermieri e Tecnici) è carente e le proiezioni future fanno presagire, con i nuovi pensionamenti, difficoltà ancora maggiori di quelle odierne. Ricordiamo che molti concorsi per assunzione sono andati deserti e che i DEA, le Rianimazioni etc, funzionano grazie ad un numero elevato di “gettonisti” cioè di Personale Sanitario pagato a prestazione (notti ad esempio) il cui costo grava pesantemente sul bilancio dell’ASL. (I gettonisti costano di più di Sanitari regolarmente assunti e per la loro presenza spot, non sono integrati nei Reparti come i Colleghi in regolare servizio)

3.I due nosocomi sono accomunati nella dizione puramente teorica di “Ospedale Unico Plurisede”, ma di fatto si tratta di due Ospedali a tutti gli effetti, con doppioni di Servizi e Reparti, Primariati a scavalco o di Strutture con attività e servizi su due sedi (DEA, Chirurgia, Anestesia/Rianimazione, Cardiologia/UTIC, Pediatria, Ostetricia, Nefrologia/Dialisi, Oncologia, Laboratorio analisi, Radiologia; Serv.Trasfusionale); altri Reparti o Servizi ubicati solo in una sola sede (a Domo: Neurologia, Oculistica, Urologia, ORL; a VB: Malattie Infettive, Psichiatria, Anatomia Patologica, Radioterapia). A causa della distanza (40 km circa) tra le 2 sedi, buona parte del tempo lavoro degli Operatori si “perde” negli spostamenti dall’una all’altra. Inoltre i Reparti sono duplicati ma con organici dimezzati rispetto alle necessità organizzative legate alle emergenze ed urgenze. Pazienti che giungono in uno dei due DEA ed hanno di bisogno della consulenza urgente di uno Specialista ubicato presso l’altra sede, devono essere la trasferiti in ambulanza. Dotare entrambi gli Ospedali di attrezzature e strumentazioni all’avanguardia, come lecito pretendere per una Sanità moderna ed efficiente, è evidentemente molto problematico. La tecnologia progredisce molto rapidamente e le strumentazioni diagnostiche che fanno la differenza, in poco tempo “invecchiano” e vanno sottoposte ad interventi di revisione se non del tutto sostituite. Infatti le TAC e le Risonanze Magnetiche di nuova generazione, che saranno sempre più integrate con l’intelligenza artificiale, consentendo diagnosi sempre più precise e tempi più rapidi, hanno costi elevati, per cui è impensabile che si possano acquistare per tutti e due gli Ospedali attuali…. o futuri! In sostanza è del tutto illusorio che si possano mantenere ben organizzati e opportunamente attrezzati due Ospedali nel nostro Territorio.

4.Una soluzione potrebbe essere quella di mantenerne uno dei due adeguatamente attrezzato e l’altro ad un livello nettamente inferiore, il cosiddetto ospedale giustificato da “sede disagiata”. Questo temiamo sarà l’inevitabile finale dell’annosa storia, se non se ne costruisce uno nuovo. Anche perché, come detto sopra, pensare di “ammodernare” in modo adeguato uno a caso dei due esistenti è utopia data la loro “cronica senescenza”. Oggi parteggiare per Verbania o Domodossola è puro e campanilismo o ….. egoismo. Un unico Ospedale, ma di qualità, in grado di affrontare con la dovuta sicurezza e competenza i problemi di salute della maggior parte della popolazione del VCO è la sola soluzione logica. Buon senso vuole che sia ubicato in un area centrale nel territorio, collegata con le principali vie di comunicazione, mediamente raggiungibile dalla maggior parte della popolazione del territorio. Ma questa scelta è compito della Politica (intesa nella vera essenza del termine),non nostro.

5.Comprendiamo che per Verbanesi e Domesi sia difficile accettare di vedere la propria Struttura di riferimento allontanarsi di qualche chilometro rispetto alla posizione attuale. La questione non va posta in termini di distanza, ma e lo ribadiamo con forza, in termini di sicurezza e qualità delle cure. E’ probabile che Professionisti di valore (Chirurghi etc.) siano attratti da un Ospedale moderno, ben attrezzato, nel quale troverebbero tutto ciò di cui abbisognano, senza doversi spostare da l’uno all’altro per operare o per ricevere i risultati delle indagini diagnostiche. Ed è verosimile che anche la mobilità passiva, cioè il costo a carico dell’ASL per Pazienti che si fanno curare altrove (che è uno dei problemi attuali) possa essere contenuta, liberando così maggiori risorse per l’acquisto di attrezzature etc.

6.Ci sembra paradossale che a fronte della possibilità di avere un Ospedale Nuovo, moderno, attrezzato, e già finanziato (!),con costi di gestione inferiori alla somma dei due attuali e quindi con maggiore disponibilità per investimenti futuri, si debba ancora dibattere sul tema. Ma tant’è.

 

Conclusioni :

Per le ragioni suddette ci auguriamo che i Cittadini del VCO, indipendentemente dalla loro appartenenza politica, comprendano e condividano questo nostro messaggio. Certo per i “Verbanesi” ed i “Domesi” potrà essere un poco più scomodo non trovare l’Ospedale sotto casa, ma a tutto vantaggio di una sicurezza e di un livello di cure superiori.

Il Nuovo Ospedale non sarà una Cattedrale nel deserto, che è una delle critiche sostenute da coloro che ne disapprovano la realizzazione. Siamo consapevoli della necessità che sia garantita un’Assistenza Sanitaria, razionalmente distribuita sul Territorio in appositi centri (Case della Salute o quant’altro),in grado di provvedere alla diagnostica di base, ad esempio prelievi di sangue, radiografie, ecografie, ECG, ma anche alle necessità terapeutiche per tutte le condizioni sanitarie che non richiedano ospedalizzazione.

In sostanza il progetto complessivo dovrà comprendere anche un adeguata (ri)organizzazione della Medicina Territoriale, che però sottolineiamo, sarebbe comunque ugualmente necessaria anche per due o più Ospedali, onde soddisfare le esigenze dei Pazienti ed evitare l’inappropriato sovraffollamento del DEA/Pronto Soccorso e degli Ambulatori.

 

E’ l’ultima opportunità che abbiamo di dotarci di un Ospedale Nuovo, vediamo di non perderla e di non condannarci per il futuro ad una sanità di serie B o alla necessità di migrare in altre Province o Regioni per trovare le soluzioni ai problemi di salute.

Invieremo questo appello alla Regione con la speranza, ma anche la convinzione, che venga accolto.

 

Dott. Sergio Cozzi, Coordinatore Gruppo Operatori Sanitari per l’Ospedale Nuovo del VCO

 

Hanno collaborato a sottoscrivono questo appello

 

Dott.Gianbattista Finocchiaro De Lorenzi, Dott. Sergio Montanara, Inf. Franca Savia, Inf. Michela De Nicola, Dott.sa Paola Buscaglia, Dott. Vincenzo Mondino, Dott. Alberto Arnulfo, Dott. Sandro Zonta, Dott. Carlo Maestrone, Dott. Nino Cappuccia, Dott. Attilio Guazzoni, Dott. Francesco Garufi, Dott. Vincenzo De Stefano, Dott. Paolo Gramatica, Dott. Flavio Ravasio, Dott. Andrea Guala, Dott. Alessandro Lupi, Dott.Bartolomeo Ficili, Dott. Leonardo Ruscitto, Dott. Fabio Di Stefano, Dott. Alberto Uderzo, Dott. Maurizio Borzumati, Dott.Mario Franchini, Dott. Giuseppe Placentino, Dott.Antonio Scotti, Dott. Danilo Centrella, Dott.sa Giuse Ballardini, Dott. Andrea Ballarè, Dott.sa Gabriella Acucella, Dott.sa Micaela Silvestri, Dott. Giuseppe Facciotto, Dott. Michelangelo Barbaglia, Dott. Massimo Tessitori, Dott. Francesco Romagnoli, Dott. Giulio Capriata, Dott.sa Pietra Stancampiano, Dott.sa Antonella Schellino, Dott. Renato Glenzer.

 

 

lettera firmata
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