Il lupo è tornato, il dibattito si accende. Favorevoli e contrari al grande predatore

BANNIO -

Stasera a Pontegrande di Bannio Anzino, si terrà un dibattito sul lupo e il suo ritorno sulle nostre montagne.
A surriscaldare l’ambiente due fatti di cronaca:
Il primo nella vicina Fobello, in Valsesia, dove si è registrata l’uccisione di quattro pecore da parte del lupo.
A riportare la notizia il portale ValsesiaNotizie.it. “Queste sono immagini che non avrei mai voluto pubblicare, attacco di lupi a Fobello, quattro pecore sbranate. Un’altra azienda destinata a chiudere e un altro pezzo di Valsesia che verrà abbandonato! Pensatela come volete ma questo è il risultato di tanta ipocrisia. E siamo solo all'inizio”. Con poche righe pubblicate su Facebook parla l’allevatore Marco Defilippi, assessore ad Agricoltura e Foreste nell’Unione Montana Valsesia.

Nel frattempo un inquietante episodio si sarebbe registrato anche sulle alture di Bannio. In piena notte un gregge di capre custodito all’aperto ma protetto da recinzione sarebbe stato assalito da un lupo. Gli animali spaventati hanno divelto la protezione fuggendo. I proprietari richiamati dal frastuono avrebbero acceso un grosso faro illuminando la zona e scorgendo al limitare del bosco un presunto lupo. Nel frattempo hanno recuperato e messo al sicuro le capre.
Il dibattito è aperto.

La Regione Piemonte svolge dagli anni '90 attività di monitoraggio sul territorio, di informazione e di assistenza agli allevatori soprattutto riguardo le misure da adottare per prevenire i danni al bestiame domestico, il risarcimento danni e altro. L’informazione sulle misure di prevenzione dei danni da predazione al bestiame è stata avviata già nella primavera del 2018 con incontri specifici per gli allevatori della zona. L’Assessorato Regionale all’Agricoltura ha fatto la sua parte mettendo a disposizione dei contributi per l’acquisto di recinzioni elettrificate, cani da guardia e altro. “Certamente - si legge ancora nella nota - il metodo di gestione dei piccoli greggi ovini e caprini, lasciati tradizionalmente liberi di pascolare in montagna senza sorveglianza per intere giornate, dovrà necessariamente cambiare e adattarsi alla nuova situazione”.

 

Walter Bettoni
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