Il Pd: favorevoli a Interconnector, un’occasione per rilanciare l’industria

Verbania -

VERBANIA -  I punti del tracciato di Interconnector, l’elettrodotto che dal passo San Giacomo (al confine con la valle Bedretto ticinese) attraverserà le valli ossolane fino all’Aronese, sono stati corretti. Si tratta del tratto che avrebbe dovuto attraversare l’area dei laghi di Mattogno (Montecrestese),la zona protetta dei Lagoni di Mercurago e la centrale di derivazione inizialmente collocata tra Pallanzeno e Villadossola. “I laghetti sopra Montecrestese e l’area protetta dei Lagoni verranno aggirati. Per la centrale di derivazione abbiamo concordato con Terna due opzioni: Vogogna e Piedimulera in aree industriali dismesse”, ha precisato stamattina Aldo Reschigna, vicepresidente della Regione, durante la conferenza stampa congiunta con Paolo Ravaioli, segretario provinciale Pd, e l’on Enrico Borghi. “L’ambiente è importante – ha commentato Ravaioli – ma non possiamo rinunciare ad una occasione unica per il territorio che consentirà di recuperare una delle attività storiche del territorio, l’industria, creando qualche posto di lavoro. Il turismo, per fortuna, va benissimo ma occorre diversificare. Con gli scettici, con chi continua ad opporsi, siamo disposti al confronto”. Il primo appuntamento con gli avversari di Interconnector è martedì 21, informa Ravaioli: “Un incontro a Piedimulera, non organizzato da noi ma da un comitato con l’appoggio del comune”. L’opzione di Piedimulera, evidentemente, allarma i residenti.
Interconnector – ha spiegato Borghi – si inserisce in un piano nazionale che mira all’autosufficienza energetica del paese. L’Italia è considerata, in Europa, il paese più a rischio di blackout nel periodo estivo. Ci ricordiamo tutti il blackout del 2003, verificatosi proprio al confine con la Svizzera. Si tratta di fornire energia a quel che rimane della grande industria italiana. Terna è soltanto l’esecutore, committente è un consorzio di produttori. Chiediamo che le compensazioni sul territorio non siano soltanto monetarie. La convenzione che verrà sottoscritta con Terna vincola la società a coinvolgere le aziende energetiche del territorio. L’Unione dei comuni della val d’Ossola sta lavorando ad un Distretto dell’energia che andrà inserito. Il parco nazionale Valgrande e le aree protette dell’Ossola incasseranno delle concessioni che potranno reinvestire”. Il piano nazionale, ha informato Borghi, prevede anche elettrodotti da Francia, Austria, Slovenia, Tunisia e Montenegro.
La decisione finale – ha chiarito Reschigna – è in capo all’autorità energetica nazionale, come Regione abbiamo soltanto raccolto le richieste arrivate dal territorio. Sarà l’autorità energetica nazionale a decidere se realizzare, o meno, Interconnector”.  “Alle preoccupazioni di natura ambientale – è intervenuto Ravaioli – replico che non verrà posato un traliccio in più, non verrà attivata una linea elettrica in più. Verranno sostituite quelle che già ci sono, alcune vecchie di 70 anni”. “La settimana scorsa ero in val Formazza – ha raccontato Borghi – a spiegare in cosa consiste Interconnector, i cittadini hanno compreso e manifestato condivisione ad un progetto che migliorerà il paesaggio della valle”.

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