Il VCO, provincia mai nata, deve avere un ospedale nuovo

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Venerdì la Regione Piemonte verrà ad annunciare la decisione presa sul riordino ospedaliero nel nostro territorio. Da settimane trapela nei corridoi della politica e in quelli degli addetti ai lavori che Domodossola dovrebbe diventare il centro pubblico di riferimento della Provincia, mentre l’ospedale di Verbania ‘’scivolerebbe’’ verso una gestione privata. 

La decisione, se confermata, metterebbe in serio dubbio la tenuta di una Provincia che non è mai nata. Abbiamo un VCO poco unito, mai impegnato a portare avanti i problemi in modo uniforme e compattato. Un ''male'' sicuramente iniziato con il mancato doppio capoluogo, che se concesso avrebbe un po’ allentato le tensioni e le divisioni e dato meno  fiato alle rimostranze.  Non si è mai vista una politica comune: dal turismo all’industria, dal commercio alle scelte politiche importanti (rifiuti ad esempio),dal sociale ai trasporti. Un esempio? Verbania, Omegna, Cannobio, Stresa, Villadossola, Valle Vigezzo e Domodossola si muovono per conto proprio sugli eventi culturali. Dialogo zero. Come pretendere di avere una voce unica sulla sanità? 

Il risultato di questo fallimento lo si vede nello scarso potere contrattuale che spesso abbiamo con i governi romani di tutti i colori. E speriamo solo che la riduzione dei parlamentari non sia un colpo mortale, una riforma che ci privi della possibilità di eleggere un nostro rappresentante alla Camera e al Senato. 

Tornando alla sanità vanno messi almeno due paletti. Venerdì la Regione deve dire che non farà un ospedale unico, ma un ospedale nuovo, capace di attrarre professionalità, di avere strumentazioni d'avanguardia, di curare bene i residenti e attrarre anche i pazienti da fuori regione, come  sta già facendo attualmente per certe patologie. Altrimenti  rischieremmo di avere l’ospedale unico, fotocopia di uno di quelli esistenti . Secondo punto è la garanzia assoluta che i finanziamenti - che già ci sono -  non vengano in parte dirottati in altre zone del Piemonte.  

Renato Balducci
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