Incendio in ValGrande: 200 ettari andati in fumo

Ddistrutto il "nido" d'amore dei cervi

SANTA MARIA MAGGIORE -

VERBANIA - E’ sotto controllo, ma per precauzione non può essere considerato ancora spento l’incendio che da domenica sta devastando la ValGrande, tra Ossola e Verbano. Tra 180 e 200 gli ettari tra bosco e prato andati in cenere, su un fronte che dai 1300 metri del versante sud è giunto sino ai 2000. Distrutta la bocchetta di Vald e compromesso il Vallone del Biordo, un’area questa di particolare pregio naturalistico, essendo il sito di accoppiamento dei cervi. Tre squadre del Corpo Forestale dello Stato, coadiuvati dagli Aib della Vigezzo e di Cambiasca sono ancora al lavoro per tenere sotto controllo eventuali focolai e procedere alla bonifica, la buona notizia, come riferisce il comandante della stazione dei Forestali della ValGrande, Andrea Baldi, è che non sembra trattarsi di un incendio sotterraneo, in alcune zone il fuoco s’è esteso attraverso la chioma degli alberi, in altre ha proceduto sulla superficie ma non pare aver intaccato le radici. Adesso si confida nell’assenza di vento, ad ogni modo uomini del CFS resteranno a sorvegliare la situazione anche stanotte. 24-48 ore il tempo previsto (salo imprevisti) per poter dichiarare spento il rogo. Contemporanemente si indaga sulle cause, ormai ci sono ampi margini di certezza per poter affermare che il rogo sia divampato dalla canna fumaria del bivacco (andato completamente distrutto). Il presidente del parco nazionale, Massimo Bocci, in attesa di quantificare il danno, sia ambientale sia strutturale al bivacco, ringrazia gli agenti del Corpo Forestale dello Stato e i volontari dell’Aib: «Stanno facendo senza sosta un lavoro indispensabile ed encomiabile, arrivando anche in zone impervie dove i mezzi aerei non possono operare».

Ricerca in corso...