'La Leggenda di Nuova Vita', il difficile tema della morte spiegato ai più piccoli

Presentato all'Open Week Rosmini il libro illustrato di Stefano Rizzi ed Eleonora Perretta. Lo psicologo Ballerini:“Fondamentale non sottrarci quando i bambini ci fanno domande scomode”

DOMODOSSOLA -

Una gremita Sala del Buon Pastore, ha ospitato sabato il primo evento dell’Open Week Rosmini.

Protagonisti i due giovanissimi Stefano Rizzi ed Eleonora Perretta rispettivamente autore ed illustratrice del libro per bambini 'La Leggenda di Nuova Vita', un testo che affronta il tema della morte e prova a spiegarlo ai più piccoli, ma anche agli adulti.

Eleonora è già un volto noto tra gli ossolani, in quanto è l’illustratrice delle celebri maschere il Togn e la Cia, Stefano è al suo primo libro, anche se la scrittura è la sua grande passione sin dalle elementari. Durante una delle tante fiere a cui i ragazzi hanno partecipato, precisamente a Torino, incontrano l’artista ed editrice Cristiana Voglino, che come lei stessa dice “si innamora di Stefano ed Eleonora, coglie il loro talento” e propone loro la sfida di questo libro.

Il testo narra la vicenda di Marco e Annabelle e alla loro si intrecciano altre due storie. “Il libro fa parte di una collana dal titolo Tematolibri in quanto affrontano ognuno un tema differente. In realtà tali testi compreso questo, non sono solo rivolti ai più piccini: lo scopo è quello di congiungere genitori e figli nell’affrontare determinati temi insieme. Questo libro in particolare, è stato scritto da Stefano con grande intelligenza emotiva, e non è da tutti” ha commentato l’editrice.

Il libro ha anche una finalità di solidarietà: parte del ricavato delle vendite del libro, sarà devoluto all'associazione torinese AnteScena, che aiuta i bambini malati terminali. L’intervento dello psicologo e scrittore Luigi Ballerini ha chiuso la serata:”È fondamentale non sottrarci quando i bambini ci fanno delle domande scomode, magari sulla morte e su altri temi. In questi casi la mediazione dei libri è importantissima, le storie ci insegnano che non siamo gli unici a cui capitano certe cose. Purtroppo nella nostra società non siamo più capaci di trattare il dolore, ma occorre educare i bambini anche ai dispiaceri. È da piccoli che si costruisce la tolleranza alla frustrazione. Nel libro, così come nella vita, i personaggi hanno un ruolo preciso e che gli piaccia o no, devono portarlo a termine”.

 

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