La Macchina del tempo: Quando a Domodossola c'era la redazione della Gazzetta del Popolo

DOMODOSSOLA -

Si è aperta a Torino la mostra storica sulla Gazzetta del Popolo, il quotidiano torinese che per 135 anni, dal 1848 al 1983, ha raccontato l’attualità italiana. In tuffo nel passato che vede la mostra distribuita su tre sedi: Polo del ‘900,  Palazzo Lascaris e Museo nazionale del Risorgimento di Palazzo Carignano.

Il catalogo della mostra raccoglie i contributi di Sergio Soave, Claudio Donat-Cattin, Alberto Sinigaglia, Luca Rolandi, Umberto Levra, Mauro Forno, Bartolo Gariglio, Iole Scamuzzi, Dino Aloi, Ezio Mauro, Giampaolo Boetti, Piero Bianucci, Salvatore Tropea, Gian Mario Ricciardi, Beppe Fossati, Cesare Martinetti, Cenzino Mussa, Giampiero Gramaglia, Lorenzo Gigli, Franco Piccinelli.

La «Gazzetta del Popolo» è stato uno dei più importanti quotidiani italiani sin da 16 giugno 1848, a partire da un’iniziativa di Felice Govean e Giovan Battista Bottero, che ne saranno i condirettori fino al 1861, quando le redini passeranno nelle mani del solo Bottero. Sino alla crisi del 1981: nel 1983 la chiusura del giornale diventerà definitiva, dopo 135 anni dalla sua nascita.

Un giornale che aveva una diffusione capillare in tutte le province piemontesi e che a Domodossola aveva una redazione, in corso Moneta, con la presenza di due redattori che allora facevano capo alla redazione del capoluogo di Provincia a Novara. 

Renato Balducci
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