La passione per gli sport in montagna nel sesto incontro di Domosofia

DOMO0DOSSOLA -

Teatro Galletti gremito nella serata di ieri per il sesto appuntamento del festival Domosofia. Spazio al mondo alpino e alle attività sportive di successo praticate da alcuni atleti del territorio con la conferenza “Passione montagna”. Relatori l’alpinista Silvio Mondinelli, lo sci-alpinista anzaschino Damiano Lenzi e lo skyrunner omegnese Giulio Ornati, moderati da Enrico Martinet, giornalista de “La Stampa”.

In un vivace dialogo i tre atleti hanno presentato al pubblico le caratteristiche delle discipline da loro praticate, nonché le paure, i pericoli e le difficoltà sperimentate in allenamento e in gara, spesso legate alle condizioni climatiche avverse e all’ambiente suggestivo ma ostile dei percorsi alpini ove hanno luogo le competizioni.

Dalle affermazioni dei relatori è emersa una grande passione per la natura e per la montagna, definita affascinante, selvaggia e incontaminata. La pratica sportiva in alta quota può pertanto rappresentare un modo per vivere a stretto contatto con l’ambiente naturale e per riassaporare valori di un mondo che oggi non c’è più. “Lo skyrunning è come un grande viaggio dentro se stessi e ci fa ritornare a vivere con fatica, sperimentando i rischi di un mondo passato a cui non siamo più abituati, viste le comodità di cui beneficia la società di oggi” – ha spiegato Giulio Ornati, che nel mese di Luglio ha bissato il successo nella Bettelmatt Ultra Trail, sky run di 81 Km tra i sentieri della Val Formazza.

Molto significative le parole di Silvio Mondinelli, alpinista che in 21 occasioni ha scalato vette di altitudine superiori agli 8 mila metri di altitudine. L’atleta bresciano ha infatti sottolineato il contrasto tra le temperature glaciali percepite sulle cime e il calore dei rapporti umani sinceri costruiti con gli altri membri della cordata, che spesso costituisce il più piacevole ricordo di queste avventure estreme. Perché nonostante l’ostilità del clima e l’asperità di molte vette, anche la montagna può divenire un luogo dove riscoprire se stessi e in cui vivere con “leggerezza come profondità d’animo”, come ha sottolineato in conclusione Enrico Martinet.

Carlo Zanetta
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