La Provincia salda 3,4 milioni di euro di fatture arretrate ai fornitori

Lincio: “Denaro fresco per le imprese in un momento delicato caratterizzato dalla sospensione delle attività imposte dal Covid”

Verbania -

La Provincia è in procinto di saldare 3,4 milioni di fatture emesse tra il 2015 e il 2019 dalle imprese fornitrici di beni e servizi all’ente. Soldi, spiega Giandomenico Albertella consigliere delegato al Bilancio, “ottenuti dalla Cassa Depositi e Presiti che risarciremo in 30 anni in rate da 138 mila euro”. “Denaro fresco per le imprese in un momento delicato caratterizzato dalla sospensione delle attività imposte dal Covid”, commenta il presidente Arturo Lincio.

La buona notizia per le imprese creditrici è stata data, dal presidente e dal responsabile del Bilancio, durante la conferenza stampa sul piano di rientro dal disavanzo pregresso che, grazie ai canoni idrici, per ciò che riguarda la parte ordinaria, sarà completato nel 2022 anziché nel 2023, come indicato nel Bilancio di previsione 2020-22 votato a maggioranza il 20 luglio e confermato, sempre a maggioranza, il 27 dopo il parere favorevole espresso dall’Assemblea dei sindaci.

Prima di entrare nel dettaglio dei conti della Provincia, Lincio e Albertella, hanno commentato. “È come se ci avessero versato i 13.348.000 euro che si spetterebbero per lo sfruttamento dei nostri corsi d’acqua”, ha sottolineato il presidente. “Sommando gli 8.032.000 del 60 per cento dei canoni ai 4 milioni della specificità montana arriviamo a 12”, è entrato nei dettagli Albertella. “Con la ripartizione delle grandi derivazioni a settembre-ottobre otterremo il resto”, ha completato Lincio.

È una grande vittoria politica della Lega e personale del nostro consigliere Alberto Preioni”, è intervenuto il consigliere provinciale Marco Bossi (Lega). “Una vittoria del centrodestra e del presidente Alberto Cirio”, ha aggiunto Marina Oliva (Forza Italia).

Fin tanto che non ripianeremo il disavanzo ordinario però -ha avvertito Albertella- dovremo destinare una parte rilevante dei canoni a riequilibrare i conti. Solo dal 2023 potremo respirare”. Nel fornire le cifre del disavanzo, Albertella, s’è tolto qualche sassolino dalla scarpa in relazione alle polemiche con la passata amministrazione regionale. “Ci avevano detto che avevamo sbagliato i conti, invece abbiamo fatto emergere cifre che non erano state indicate e, se lo fossero state, i bilanci delle passate amministrazioni non si sarebbero potuti chiudere”. A smorzare i toni ci ha pensato il presidente: “Sono sicuro che chi ci ha preceduto abbia ben speso, nelle scuole e nelle strade che sono le deleghe assegnate alle Province”.

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